Sono Margherita, mamma di 3 figli, e vedova di un marito che si è suicidato

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15 Settembre 2011

Sono passati un anno, tre mesi e dieci giorni da quando mio marito, stimatissimo ed amato medico di famiglia, ha deciso di abbandonarci lasciandosi cadere dal decimo piano dell’ospedale in cui si recava spesso a trovare ed a rassicurare i suoi ammalati. Ha lasciato me sola ed i suoi bambini di 6, 9 e 11 anni orfani.

Quando mi hanno comunicato che avevano trovato il corpo sono rimasta scioccata ed inebetita e credo di non aver pianto. Ho sbrigato le pratiche con la polizia sotto gli sguardi pietosi delle infermiere e poi sono corsa a casa con i bambini. Sapevo che avrei dovuto dire loro subito la verità e così prima ho spiegato loro che il papà non c’era più e poi ai più grandi, che piangevano disperati, con dolcezza ho precisato che era stata una sua decisione. Stranamente ne sono stati sollevati, “avrà avuto i suoi motivi” ha commentato M.

E’ stata questa la prima di una serie, anzi di un vortice di cose durissime da affrontare: l’addio dei bambini al papà – hanno desiderato di vederlo per salutarlo un’ultima volta -ed il funerale; il mio agghiacciante senso di colpa per non aver capito cosa stava succedendo, per non essere riuscita ad evitarlo o per avere in qualche modo contribuito a questo epilogo con i miei limiti di moglie e di donna; gli sguardi indagatori della gente in cerca di risposte che non sapevo dare, le ipotesi, i commenti… . E poi le pratiche burocratiche, il rientro al lavoro e il contestato avvio del rapporto con il tribunale dei minori ( “Come era possibile che qualcuno decidesse al posto mio cosa era meglio per i miei figli dopo che li avevo generati, cresciuti e tutelati per anni? “- pensavo. In realtà la competenza del tribunale riguarda solo i beni ricevuti in eredità dal padre e non sminuisce l’importanza o la responsabilità del genitore superstite, ma in quel momento mi sembrava un affronto insostenibile)

Pur nella confusione e nella disperazione del primo periodo, mi sono state chiare, da subito, due priorità:

  1. La necessità di pensare ai bambini e di aiutarli ad affrontare la tragedia perchè non fossero a loro volta travolti e segnati non solo dalla morte del papà , ma anche dalle modalità con cui era avvenuta;
  2. Il bisogno di pensare anche a me stessa per riuscire ad elaborare il mio lutto ed il mio trauma e riprendere la forza di continuare a vivere nonostante l’angoscia della solitudine.

Ma potevo io occuparmi dei bambini ed anche di me stessa?

Con l’aiuto di uno specialista ho cercato di riprendere le briglie della situazione, di trovare delle strategie per affrontare questa nuova famiglia: a volte mi sentivo come un naufrago che stava per essere trascinato sott’acqua dai compagni di sventura/figli; altre volte invece mi sentivo una tigre pronta a combattere contro tutto e tutti. E sono andata avanti.

I bambini mi scrutavano di sottecchi cercando di capire, attraverso le mie espressioni, il senso da dare al vuoto che si era creato. Mi hanno vista piangere disperata per il dolore, per il senso di inadeguatezza e perché il papà mi manca tanto. Mi hanno vista disorientata per la nuova situazione finanziaria ed affaticata perché dovevo farmi carico io di tutti i problemi di casa Hanno capito che anch’io, come loro, avevo bisogno di affetto e di coccole: cercavo di più il contato fisico, accarezzavo la loro pelle ed i capelli, ne annusavo il profumo e loro mi hanno abbracciata e baciata come mai prima, come se il nostro legame si fosse rafforzato ed intensificato. E così mi hanno dato la carica per reagire.

A mia volta anch’io volevo scoprire cosa avevano dentro, quali pensieri od immagini li turbassero; la sera prima di andare a dormire cercavo di ritagliare dei momenti per ciascuno, in modo che al buio, nel silenzio , potessero condividere con me le emozioni e le paure. Il più piccolo mi tempestava di domande sulla morte, sull’aldilà , sul papà mentre i più grandi mi hanno fatto ben presto capire che non volevano ritornare su quanto accaduto. “E’ inutile parlarne, non c’è più niente da fare” mi ha detto A. un giorno…

Non volendo forzarli, ho cercato di approfittare delle occasioni in cui i nostri discorsi ci portavano comunque a parlare del papà e del “dentro” che bolliva in loro ; ho provato a ricostruire questo dentro osservando il loro comportamento. Nei primi mesi il più piccolo , palesemente turbato, esprimeva la sua rabbia urlando parole volgari che non gli appartenevano, esprimeva l’angoscia disegnando guerre sanguinarie piene di omini che cadevano dall’alto, esprimeva la sua paura costringendomi ad accompagnarlo ogni volta che cambiava stanza. Gli altri due invece lasciavano affiorare il loro disagio ed il bisogno di rassicurazione cantando a squarciagola canzonacce sulla morte e tormentandomi sull’inutilità ed il non senso della vita, contestando le pratiche religiose e l’idea di al di là.

Molte volte mi hanno messa a dura prova e mi è sembrata un’impresa al di sopra delle mie possibilità riuscire a seguirli tutti e tre in gruppo e ciascuno nei suoi bisogni individuali. Mi è capitato di valutare a chi avrei potuto affidarli, specie quando litigavano ferocemente, non mi ascoltavano o combinavano grossi guai. Un po’ alla volta ho recuperato serenità e sono riuscita a propormi loro come una mamma capace di dare sicurezza e di sostenere la famiglia. Li ho affiancati nella scuola, accompagnati a fare sport, sollecitati a coltivare le amicizie e portati in vacanza; li ho soprattutto sostenuti con dolcezza , abbracciandoli e condividendo il loro dolore quando l’assenza del papà si faceva sentire in modo insopportabile.

Il papà è una figura presente nel nostro quotidiano per le esperienze condivise che ritornano e per i ricordi che ci ha lasciato; i bambini mostrano per lui affetto e stima: non so come da adulti elaboreranno la scelta che ha preso, ora non è importante. Ora mi basta sentirli canticchiare, assistere ai loro sani litigi, ridere per le loro battute, vederli crescere ed affrontare con coraggio la vita e le sue difficoltà.

Margherita

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86 risposte a “Sono Margherita, mamma di 3 figli, e vedova di un marito che si è suicidato”

  1. Avatar

    Sei una donna forte. io sono figlia di una madre vedova… e leggo nei comportamenti dei tuoi figli quelli avuti da me e mia sorella quando papà se ne é andato. e nelle tue risposte ai loro atteggiamenti, al loro sfogo, il comportamento di mia madre. Ti abbraccio…sii sempre così.

  2. Avatar
    Anonimo

    Ciao M,
    anche io ho appena perso un fratello. Anche lui ha deciso di togliersi la vira come tuo marito. Mi rincuore aver letto gli stati d’animo che hai attraversato perchè sono i miei stessi. Spero solo di ritrovare presto la voglia di stare insieme ai miei bambini e a mio marito. In bocca al lupo.
    G

  3. Avatar
    Anonimo

    Sto aspettando il mio terzo figlio, un po’ spaventata dall’idea di non essere all’altezza e di non riuscire a gestire al meglio la routine familiare. Mi sono imbattuta per caso in questo sito e nella tua testimonianza. Posso dirti solo che sei una donna e una MADRE speciale. Dalle tue parole traspare la tua grande forza e l’immenso amore per i tuoi figli. Sei un esempio per tutte! Auguro un futuro felice e sereno a te e ai tuoi figli.

  4. Avatar Francesco

    sono quasi 24 anni che mio fratello è tragicamente morto, ancora nessuno della mia famiglia ammette con certezza che si sia suicidato perchè se ne è andato senza lasciare messaggi, biglietti o altro, anche se negli ultimi mesi era depresso. Io sono il fratello maggiore di 6 anni. Un anno dopo si è sposata mia sorella e 3 anni e mezzo dopo mi sono spossato anch’io, ma non sono sicuro che queste scelte si sarebbero compiute se non fosse successa la tragedia di mio fratello. Io mi porto dietro questa profonda ferita e vado avanti con ansioliti da 24 anni. I ricordi affiorano periodicamente così cone il mio senso di inadeguatezza. Ho un lavoro nel quale dedico molto del mio tempo ed una figlia, da divorziato, alla quale voglio molto bene. Vivo però giorno per giorno con scarso entusiasmo.

  5. Avatar Anonimo

    sono rimasto molto colpito della tua storia.

  6. Avatar

    Mio marito ha deciso di lasciare questo mondo una fredda sera d’inverno, quasi 5 mesi fa. E ora non c’è più; e mi manca tantissimo. La vita ora non è più vita: solo il vuoto. E tanto dolore, che ora comincio ahimè a comprendere, sarà senza fine e mi accompagnerà fino all’ultimo. Ho amato tantissimo mio marito e se possibile, ora lo amo ancora di più. Lui è la prima vittima. E mi addolora che nessuno lo capisca; sembra quasi che tutti siano “arrabbiati” con lui. Lui invece deve essere compreso, amato e ricordato per la bella persona che è stata. Piango tanto, ogni giorno. Era stanco della vita, di questa vita e ripensare al suo dolore sordo e alla sua disperazione fa male. Ma fa molto male anche sapere di non essere stata capace di tenerlo qui; di non essere stata abbastanza. Anche questo fa male e ti fa perdere la stima in te stessa. Avete ragione tutti: ti fa sentire inadeguata, incapace, inutile,… Non ho figli: non so se è una fortuna o meno. So solo che affrontare il domani e fare progetti è impensabile. Anch’io come Francesco un passo alla volta, giorno dopo giorno. Guardare aventi e non vedere lui fa male; e guardare indietro e vedere la felicità andata fa male. Così a testa china; oggi e solo oggi. E’ già tanto arrivare a sera. E’ il momento più bello perchè gli scrivo lettere e parlo con lui. Non so se la storia di Margherita sia vera. Il lieto fine in queste circostanze mi sembra impossibile. Dopo una morte cos’, dopo un trauma cos’ì profondo, non c’è più posto per la felicità. Forse, con tre belle creature da crescere, forse in quel caso il futuro può diventare un obiettivo da raggiungere, uno stimolo per guardare avanti. Complimenti a te Margherita per la forza di volontà, per il coraggio, per la tenacia. Sopravvivere a ciò non è da tutti. Solo una domanda: perchè non scrivi nulla di tuo marito, di cosa provi e cos’hai provato tu? Parli di lui solo nella veste di papà, ma non di lui come marito. Cos’è che non scrivi? Scusa non voglio ferirti, non voglio sembrare inopportuna, anche se temo di esserlo; vorrei solo capire, vorrei condividere.

  7. Avatar Tere

    Il prossimo 27 ottobre saranno 10 mesi che il mio unico fratello ci ha lasciato. Aveva 26 anni, bello forte e onesto. Ho scoperto dopo il suo gesto che era un tossico dipendente. Da circa 2 anni era in preda a psicosi. non riesco a capire se per l’abuso o …….

  8. Avatar Sono anch'io una mamma vedova

    Sono anch’io una mamma vedova. Mio marito non ha deciso ma hanno deciso dal cielo solo dopo 21 giorni dalla nascita della nostra amata bambina. Anche se le modalità sono diverse la sostanza non cambia. Anch’io sto crescendo una figlia da sola e anch’io….

  9. Avatar Alessandro P

    Coraggiosissima e Tenacissima Mamma MARGHERITA, ho letto con attenzione il Vs racconto. Lascio un breve commento dato che le parole, in genere, sono considerate secondarie in queste situazioni.

  10. Avatar laura
    laura

    Anche io come te, sono una madre vedova con 2 gemelli. Mio marito si è suicidato senza lasciare scritto un perche’.
    Non ho un lavoro e vivo con l’angoscia di non riuscire a dare un futuro ai miei figli.
    Mi sento sola e disperata, le mie giornate trascorrono inutilmente.
    Mi sento abbandonata da tutti: famiglia, amici, istituzioni.
    L’unica cosa che mi trattiene in questo mondo sono i miei figli.
    Vorrei riacquistare un po’ di serenita’ ma non riesco.
    Un saluto
    Laura

  11. Avatar Laura
    Laura

    cara Margherita ,

    scusa la domanda, i tuoi figli stanno continuando una terapia psicologica o sono riusciti ad elaborare il lutto?

  12. Avatar anonimo veneto
    anonimo veneto

    carissime donne , scrivo un po’ a braccio quello che mi viene dal cuore . sono un uomo di 47 anni , due anni fa ci ha lasciato mia moglie in seguito alla più brutta malattia . sono rimasto solo con 6 dico 6 figli a tratti sono disperato ma per l’amore che avevo per lei sto facendo i miracoli per andare avanti . all’inizio la preghiera o comunque il pensiero di molta gente mi ha aiutato molto poi circa un anno fa c’è stata un’ulteriore disgrazia , mio cognato (fratello di mia moglie) è stato investito da un’auto e così mi si è riaperta la ferita e il dolore si è amplificato anche perché mi era stato vicino nei momenti della malattia di mia moglie,non so più cosa pensare… da un lato vorrei provare a dare una figura femminile a i miei piccoli ma dall’altro mi rendo conto che dietro di me c’è una famiglia di un certo tipo per cui la persona giusta dovrebbe uscire dal cappello di un mago o magari dall’alto …un’angelo vestito da donna , per ora vado avanti e spero che il tempo mi darà una risposta .ciao e scrivetemi qualcosa ,grazie.

  13. Avatar Lucia
    Lucia

    Ciao Margherita, io sto vivendo da diciotto giorni un dramma identico al tuo sono mamma di tre bambini e mio marito si e suicidato. Mi sembra di vivere in un incubo dal quale non riesco a svegliarmi. Mi sento in colpa per non averlo capito, per non aver capito che un uomo Forte come lui aveva deciso di rinunciare alla sua vita ai suoi figli. Mi sento morta dentro con il suo gesto lui si e portato con se anche la mia vita…..ora devo lottare per i miei tre figli non so da dove iniziare ma devo farcela sono tutto il mio mondo l’unico mio motivo di vita……

  14. Avatar
    Anonimo

    Anch’io come voi sono vedeva da tre anni e mezzo. Ho tre figli. Tutti in tenera età. E’ dura andare avanti. Avere sulle spalle tante responsabilità. Pensare, poi, che un medico possa arrecare tanta sofferenza anziché alleviare il dolore. La rabbia spesso prende il posto del dolore e mi viene voglia di spaccare il mondo ma, poi, penso a loro. Ai tre pargoli che non hanno chiesto di nascere e che loro malgrado debbono affrontare la vita senza il loro amato papà.

  15. Avatar mariarosaria

    anche io sono vedova mio marito è morto il 24 7 2013 :é una perdita grandissima un vuoto che avverti sempre più, non ci sono affetti, almeno per me che possano riempire il vuoto che lui ha lasciato, anche se lui vive sempre nel mio cuore, mi manca tanto un suo sguardo, un abbraccio,la complicitè di potersi sfogare con lui per i dispiaceri e quello che più mi fà male e che non abbia potuto godere un poco la vita ha sempre lavorato ha sempre rinunciato a tutti x la famiglia mai vacanze tanta sofferenza e poi beffarda e all) improvviso un aneurisma tempo 3 mesi e 4 giorni e la mia vita è finta insieme alla sua non ci sono più progetti ne decisioni da prendere in 2 .SOGNAVA TANTO DI ANDARE IN PENSIONE E FORSE ALLORA AVREMMO POTUTO FARE QUALCHE VIAGGIO ora x me la vita non è altro che un trascinarmi e dibattermi con i problemi finanziaziari pagare l’AFFITTO le bollette giusto un soppravvivere e qui la domanda amore mio perchè a te perchè te ne sei andato senza una parola sempre senza mai riprendere coscienza senza mai dirmi una parola ,spero solo che tu abbia capito il mio amore e ti sia sentito avvolto da esso. perdonatemi ma mi manca tantissimo è la prima volta che scrivo sul computer non so neanche se l’HO FATTO BENE CIAO

  16. Avatar maria
    maria

    sono vedova da meno di un anno mio marito che amavo immensamente si e suicidato lasciandomi con un figlio di 12 anni vivo nel ricordo di lui a volte mi immagino che ritorneremo a fare le cose di prima le gite le feste i momenti spensierati MI PIACEREBBE avere degli scambi con persone che hanno vissuto la stessa tragica esperienza e che l hanno superata .Un grazie di cuore a tutti quelli che vorranno rispondermi

  17. Avatar Monica
    Monica

    Sono rimasta vedova con tre bambini in tenera eta´da 5 mesi e non riesco a sopportare piu´questo dolore. Mio marito era tutta la mia vita ed ora neanche i miei figli, che si sono aggrappati a m,e riescono a darmi conforto. Penso spesso al suicidio ma rimando xche´penso che prima devo definire la situazione economica. Mio figlio di 12 anni mi ha detto che ora io sono il pilastro della famiglia e che devo smettere di piangere. Mi vergogno ma il dolore mi sta annientando e noostante gli antidepressivi non vedo miglioramenti, anzi, il peso di questa disgrazie si fa piu´pesante. Vorrei condividere la mia sofferenza con chi vive una situazione analoga per capire come andare avanti.
    Monica 2014

  18. Avatar Deborah
    Deborah

    ….e mi aggiungo alla lista….esattamente 9mesi fa e una settimana,il mio amore ha lasciato questa terra per tornare a “casa”….così,improvvisamente, un pomeriggio di maggio ha preso l’auto e a 80 km da casa si è impiccato…Io,da allora nn ho più vita…una parte di lui vive in me ma una parte di me è morta per sempre con lui….Non so uscire da questo stallo,fatto di ricordi pieni di nostalgia e di ricordi orribili e indelebili nella mia mente..non se ne vanno, no e no…Dicono il suicidio è una scelta…e posso condividere..nn viene detto però che è concessa solo al “primo della lista”..a coloro che restano, questa chance è preclusa, tassativamente…..Vivo per i miei ragazzi, di 23 e 16 anni…ma benchè cammini, parli e faccia le cose da fare NON STO VIVENDO..e aspetto solo la fine di questo percorso terreno,in modo naturale, ma,con la sfiga che ho vivrò a lungo, lunghissimo,quando solo vorrei vedere realizzati i miei ragazzi e poi andarmene….Ammiro chi ha trovato la forza per reagire, io nn ci sto riuscendo e nn voglio gli antidepressivi che hanno PEGGIORATO DRASTICAMENTE lo stato mentale di mio marito..che anzi, vorrei chiedervi, quanti di questi suicidi assumevano antidepressivi??Sono affranta, sfinita dalle lacrime, depressa e devo andare avanti, anche se spesso nella testa mi ronzano le varie modalità per farla finita,poi tiro un calcio con rabbia a qualcosa e dico NO NO NO non posso per i miei cuccioli….Un abbraccio di solidarietà a chi vive la mia orribile realtà, vi tengo nel cuore, buonanotte

  19. Avatar Marco
    Marco

    6 marzo 2014. Sono un lettore nuovo di questo sito. La storia di Margherita mi ricorda quanto è accaduto meno di due anni fa ad una coppia di miei carissimi amici, sposati da venti anni. A luglio 2012 Tonino, 51 anni, dopo una crudele malattia incurabile, ha lasciato sua moglie, 48 anni (mia coetanea) e le loro due figlie, all’epoca di 17 e 12 anni. Da pochi giorni era uscito dall’ospedale ed era tornato a casa: la notte che se n’è andato io ero lì con loro e per me assistere impotente sia a quel terribile e immodificabile destino, sia allo strazio per le persone a lui più care, ha aggiunto – se possibile – altro dolore a quello già presente per i lunghi mesi di malattia. Sua moglie ha attraversato e continua a vivere momenti particolarmente difficili. In queste situazioni di smisurato dolore, la forza per andare avanti sembra a volte insufficiente, ma il pensiero che la persona cara è sempre fra noi ci permette di continuare a credere in tutte le cose e valori che abbiamo condiviso e apprezzato insieme. Marco

  20. Avatar
    Anonimo

    Ciao, sono orfana di un padre che non ha scelto di andarsene, ma é stato chiamato improvvisamente a farlo. Tra qualche giorno saranno quattro anni che mio padre ci ha lasciati e il dolore é ancora vivido come quel giorno, specialmente quando si avvicina l’anniversario. Quando é morto io dovevo fare diciotto anni e mio fratello doveva farne quindici. Ho letto storie di mamme, mogli rimaste sole e che pensano a raggiungere i propri mariti. Oggi vi parlo di una figlia che ha provato tante volte a raggiungere il padre. Il vuoto é incolmabile, non ci potrà mai essere un altro papà, si tratta di una figura che mancherà per sempre nella vita mia e di mio fratello e che ancora aveva da insegnarci tanto. A volte penso che aprirà la porta di casa e tornerà da lavoro facendo una battuta come sempre, ma poi mi rendo conto che non sentirò mai più il suono della sua voce, non vedrò più il suo sorriso, non avrò più un suo abbraccio.. Da figlia mi pento tanto delle sciocchezze che lo hanno potuto ferire da parte mia, e mi pento che l’adolescenza mi abbia portato, come a tutte le ragazzine, ad allontanarmi da lui per vergogna magari. Di non aver partecipato alle sue iniziative per stare con le amiche o il fidanzatina… Col senno di poi mi pento di tutto questo e avrei voluto stare vicino a mio papà il più a lungo possibile. Mamme, papà, rimasti soli. Non abbandonate i vostri figli. Spesso sento la frase “voi figli avete tutta la vita davanti. Io sono sola, tu troverai un marito” (mia madre), ed é verissimo, ma nessuno può fare le veci di un genitore. Non lasciateci anche voi perché noi abbiamo bisogno di voi, anche se non lo dimostriamo. State vicino ai vostri figli anche quando litigate, perché dietro i litigi c’è tanto dolore. Neanche per noi la vita va avanti, non come prima. Ci mancherà sempre un pezzo e questa sensazione ci accompagnerà per tutta la vita. Io a 18 anni volevo suicidarmi, ho scelto di vivere per la mia famiglia. Non posso fare questo a mio fratello, mia madre o i miei nonni che hanno perso loro figlio. Non posso aggiungere altro dolore. Fatevi forza, prima o poi c’è sempre la luce fuori dal tunnel.

  21. Avatar anonimo
    anonimo

    anche io sono rimasto vedovo…con due ragazzini da crescere.ancora oggi non mi sembra vero mia moglie se n’è andata con il male del secolo dopo soli quattordici mesi.eravamo una famiglia felice e ci amavamo tantissimo oggi mi sento vuoto posso dire che mettà di me se ne andato con lei e l,atra mettà lotta per sopravvivere avete ragione tutti che non ci può capire chi è da fuori ….io amo i miei figli e stringo i denti per loro perché
    anno sofferto abbastanza per la grave perdita .un augurio a tutti di poter passare questi momenti e parlare magari ci serva d,aiuto

  22. Avatar francesca
    francesca

    Buonasera a tutti, nel leggervi, anche se inondati dal dolore , mi sento meno sola…sono Francesca e quasi 2 anni fa mio marito si e’ tolto la vita impiccandosi nella nostra casa.
    Vi abbraccio tutti con immensa sincerita’

  23. Avatar Fede
    Fede

    Sono passati sei mesi da quando mio marito è salito in cielo, lasciandomi senza istruzioni su come avrei fatto a vivere senza di lui.In questi mesi vivo la sua scelta senza che io abbia avuto il tempo di dirgli che non era la mia.Quando ci si sposa in Cristo, con la sua benedizione, lo si fa perché si vuole passare tutta la vita insieme ed io avrei passato tutta la mia vita con lui ma non avrei mai pensato che la mia vita sarebbe finita così presto.E’ un dolore indicibile, che lacera l’anima ogni attimo di ogni giorno. Il mio conforto è nella preghiera e nella certezza che mio marito oggi e per sempre è tra le braccia di Gesù Cristo, nella sua dimora celeste dove regna la pace e l’amore eterno, lo stesso amore che mi legherà a lui e che solo il Signore può regalarci.So che dal cielo entrambi veglieranno su di me e guideranno i miei passi sul sentiero della vita, un sentiero che mai avrei voluto percorrere senza di lui perché era ed è ciò che di più bello, profondo ed unico il Signore mi abbia donato.E non importa se oggi soffro tanto perché significa che ho amato e amo tanto.

  24. Avatar a
    a

    Mia madre che aveva solo 42 anni si è uccisa lanciandosi dal settimo piano quando avevo 16 anni. Era tanto malata e la vita a casa era molto difficile, ma era comunque la mia mamma. Nessuno ci è mai stato vicino, neanche i parenti stretti. Sono passati più di dieci anni ma il dolore è sempre lì, invisibile a tutti e incompreso. Per gli altri lei è come se non fosse mai esistita, nessuno la nomina mai. E’ dura non avere nessuno che capisca almeno in parte, è dura fare sempre finta che non sia mai successo nulla. Non è giusto non poterla nominare per non dare fastidio, non è giusto che una ragazzina di sedici anni sia costretta a superare una prova così terribile da sola. Ogni tanto rileggo la lettera che ha scritto prima di morire, l’ho nascosta perché mio padre la voleva buttare. E’ l’unico legame che ho con lei.

  25. Avatar veronica
    veronica

    ciao. ho 33anni. anche mio fratello di 43 anni, 4mesi fa si e suicidato…colpa mia che pur sapendo della sua debolezza gli ho fatto vedere le foto della sua ragazza che.stava con un altro. lei lo sfruttava per i soldi.La mia vita e distrutta ho un marito e una bimba di tre anni e mi chiedo come faro a crescerla, proverò piu gioia…vivo aspettando di morire. mi manca il non poter piu fare niente e di non averlo aiutato.

  26. Avatar Anonima
    Anonima

    Ciao a tutti, ho 46 anni e una vita molto difficile alle spalle. Ho perso mia madre che si è lasciata andare. Era malata di enfisema ma ha voluto continuare a fumare fino all’ultimo perchè si era stancata di vivere di solo dolore. All’epoca mia figlia aveva solo 10 mesi. Mio padre l’ha seguita alcuni anni dopo. Lui beveva e nonostante i ripetuti interventi al cuore non ha mai smesso. Credo che anche per lui fosse un sollievo andarsene. Ora, mia figlia che ha 18 anni è andata a vivere con la famiglia del suo ragazzo e la bimba che ha avuto 10 mesi fa.
    Dopo quest’ultimo colpo avevo deciso di ammazzarmi ma… proprio leggendo storie come le vostre… storie di chi è rimasto, ho capito che non è una soluzione. La vita mi ha dato proprio poco e quel poco che mi ha dato se l’è ripreso con gli interessi ma io non mi voglio dare per vinta. Voglio rinascere vedere se può darmi ancora qualcosa.
    Vi ho scritto proprio per dirvi questo ma anche per farvi sapere che chi decide davvero di suicidarsi fa di tutto per non far trasparire questa decisione ed è quindi più che improbabile che chi gli sta vicino possa accorgersene. Lo so proprio perchè durante i lunghi mesi in cui stavo maturando questa decisione ho fatto di tutto per farmi vedere serena e felice da chi mi sta accanto. Questo solo per dirvi che i sensi di colpa che alcuni provano non hanno motivo di esistere. Non potevate accorgervene perchè la persona che amavate non voleva.

  27. Avatar
    Anonimo

    Io sono vedovo da un anno e mezzo. Mia moglie, che amavo più di me stesso, è scomparsa per un cancro terribile che in due mesi l’ha consumata. Non avevamo figli purtroppo. Ho 43 anni, non ho più voglia di vivere, penso ogni giorno ad un modo veloce ed indolore per farla finita, ho anche pensato di rivolgemi ad una di qulle associazioni per l’eutanasia che operano in SVizzera ma mi dicono che per casi di depressione quella procedura non è prevista. A questo punto spero di ammalarmi anche io, soffrirò come ha sofferto lei. Purtroppo non ho nemmeno il conforto della fede, non credo ci sia nessun aldilà. Mi sento solo e disperato.

  28. Avatar giovanni
    giovanni

    Io sono disperato perchè mia moglie se ne è andata un anno e mezzo fa per un tumore dell’ovaio. Aveva solo 39 anni. Non ho più voglia di vivere, la amavo tanto, più di me stesso. Penso spesso al suicidio, ho pensato anche di acquistare un farmaco per l’eutanasia, spesso ho avuto la tentazione di gettarmi nel vuoto, ma non riesco, credo di essere troppo vigliacco per farlo. Avevo sempre pensato che sarei morto, vecchio, su un letto d’ospedale, con mia moglie a tenermi la mano, ed invece ho dovuto affrontare lo strazio di assistere al consumarsi di una persona che fino a tre mesi prima sembrava in perfetta forma. La vita non merita sempre di essere vissuta, almeno nel mio caso. Spero di ammalarmi anche io come lei, vorrà dire che forse un po’ di logica c’è in questo maledetto “disegno” che la religione ci propina.

  29. Avatar Christian
    Christian

    Buongiorno a tutti. Il 28 ottobre la mia compagna, dopo 7 anni e mezzo di storia e 4 e mezzo di convivenza si è suicidata davanti ai miei occhi, quella sera le ho tolto il coltello dalle mani mentre cercava di tagliarsi le vene e l ho tolta la prima volta dalla finestra da cui già aveva una gamba fuori… abbiamo iniziato a piangere e mentre chiedevo le altre finestre e tapparelle lei ha aperto quella della sala e mentre correvo avendo capito l ho vista volare giù dal 3 piano… mi sono ritrovato in strada con lei tra le braccia, ho provato massaggio cardiaco e respirazione…. ma dopo 12 ore in ospedale ci ha lasciato…. Una ragazza bellissima,con un lavoro, economicamente più che appoggiata, avevamo 3 Gatti, ogni tanto litigavamo cm tt le coppie del mondo e quella sera avevamo avuto una discussione, oltre ad aver bevuto un pochino… purtroppo so che la sua infanzia ha influito molto nel suo dolore interno, ma speravo che col mio amore avremmo superato ogni cosa… invece non è bastato, anzi mi incollo anche x i minimi errori commessi. Ora mi sento solo, in un instante ho perso la casa, la compagna di una vita, il lavoro, i soldi investiti, il mio valore di uomo… mi sento come un barbone. Ho provato il suicidio direttamente il gg dopo, ma mi sn svegliato nel letto cm se nulla fosse. Ho 30 anni e lei ne aveva solo 29… volevo dei figli con lei… Una vita insieme, eravamo tt l uno x l altro, vivevamo solo di noi… Avevo bisogno di raccontare il mio dolore x dirvi che vedere coi vostri occhi morire la vostra metà è la cosa più brutta al mondo…

  30. Avatar
    Anonimo

    Mi sento vicina alle persone che hanno perso il coniuge per suicidio, perchè è successo anche a me, un anno e mezzo fa. Ancora non riesco a parlarne, anche se ho due figli e sono stata costretta a dir loro che il padre non c’è più…. la serenità dei miei figli è l’unica cosa che mi interessa……. Mi pervadono sentimenti contrastanti, soprattutto la sua mancanza e i sensi di colpa…….. Soffro di piu quando penso ai nostri momenti felici e a che bella persona fosse….. un po’ meno quando ricordo la sua sofferenza, quando ricordo come la depressione lo stesse cambiando………

  31. Avatar mauro
    mauro

    Buonasera, io sono mauro di 52 anni
    ho un figlio di 14 anni e mia moglie è morta circa tre anni fa dopo nove anni di malattia e con recidiva di metastasi epatiche che era riuscita a tenere a bada per oltre 4 anni. Durante la fase della malattia quando questa sembrava sconfitta, abbiamo trovato anche il tempo di litigare e vivere separati per circa sei mesi, pensa che stupido, che dio mi perdoni. Poi avevamo ricominciato a vivere insieme e dopo un anno inizio il lungo calvario durato 11 mesi che l’ha portata alla morte. All’inizio della malattia pregavo dio che la facesse guarire…ma poi cominciai a bestemmiare perché dio non mi ascoltava, poi durante il suo calvario pregai di nuovo dio che se non poteva guarire almeno non la facesse piu soffrire. Vorrei dire tante cose e gridare la rabbia che ho per vivere una vita sempre a farsi rincorrere dal dolore, vorrei parlare di tanto, ma non ho la forza e allora mi fermo………aggiungo solo che sono stanco tanto stanco e con pochissimo aiuto……

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