Sono Maria, e mio figlio si è suicidato a 18 anni.

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21 Marzo 2011

È stato nel pomeriggio di una domenica di giugno di quasi sei anni fa che mio figlio, a diciotto anni, si è suicidato.
C’era caldo e verso le due del pomeriggio, uscendo, ha detto: “Scendo un attimo, mamma”.
Ho risposto: “Va bene”.
Abitiamo in un condominio di cinque piani di appartamenti, con le soffitte e il terrazzo al sesto piano, lui è salito fino al sesto piano e si è gettato.
La prima a vederlo sono stata io, chiamata da un vicino che da sotto suonò il campanello.
Ricordo che appena lo vidi, non pensai che fosse morto, pensai a un colpo di sole…, quando capii, lo baciai dolcemente e restai un po’ vicino.
Lo guardai e gli dissi “Adesso tu puoi capire i miei pensieri, le mie mancanze verso di te, le mie tristezze… e anch’io purtroppo adesso capisco le tue mentre prima non avevo capito che potessero arrivare a tal punto…”.
Nei giorni successivi “ero in uno stato di grazia”, ricordo che ero lucida, avevo sempre la parola giusta per i miei cari, i suoi compagni di classe (frequentava la V^ liceo), i vicini di casa, che portavano chi un arrosto, chi un dolce, chi la pasta fatta in casa.
Al funerale, alla fine della messa, sono salita vicino all’altare, cosa mai fatta prima, e al microfono ho letto una preghiera per mio figlio.
Mi ero prefissa di non andare tutti i giorni al cimitero, vicino a casa mia, ma solo 3 volte a settimana, di salire ancora sul terrazzone del mio palazzo per stendere la biancheria e guardare le montagne e l’ultimo panorama che lui aveva visto…
Mentre i primi giorni dormivo e alla mattina mi svegliavo serena (forse facevo sogni meravigliosi, ma non li ricordo), ho cominciato a svegliarmi la notte e per riaddormentarmi pregavo, pregavo….
A poco, a poco ho cominciato a piangere, ma sempre da sola, in casa, e soprattutto in bicicletta nel tragitto poco trafficato per andare al cimitero.
Cominciavo a vedere le colpe: della scuola con i professori, dei suoi compagni, di mio marito, dei miei figli e soprattutto le mie…
Ho chiesto al mio parroco se conosceva una mamma che aveva avuto un figlio suicida, mi fece conoscere una signora che aveva avuto una figlia suicida per amore a 32 anni come avevo “capito” era stato per mio figlio.
Mi è stata e mi è tuttora di grande aiuto: ci siamo raccontate i nostri pensieri riguardo i nostri figli e le speranze per i rimasti…
A settembre qualcuno ha messo nella cassetta della posta un invito a una scuola di preghiera “Figli in Cielo”, tenuta dalla nostra Diocesi, come da altre in Italia.
Gli incontri sono un sabato pomeriggio al mese, ognuno racconta la propria esperienza e il sacerdote che coordina aiuta ad indirizzare i pensieri alla accettazione e alla fiducia in Dio. Alla fine dell’incontro viene celebrata la S: Messa con libera partecipazione.
Ho frequentato con la mia amica e abbiamo conosciuto altre mamme e qualche papà. Gli incontri mi hanno fatto bene perché mi hanno aiutato a considerarmi in compagnia, con altre mamme che avevano perso un figlio, o a seguito di un incidente stradale o per suicidio o anche per malattia o addirittura droga…
Ho frequentato per sei, sette mesi, però in me ormai stava salendo sempre più la consapevolezza delle mie mancanze nei confronti di quel mio figlio così sfortunato. A sette anni aveva avuto un tumore, un sarcoma che aveva colpito il femore, aveva “fatto” la chemioterapia, la radioterapia e infine gli era stata fatta una protesi all’anca.
C’erano poi stati interventi di allungamento della protesi (il ragazzo cresceva), una infezione e anche delle lussazioni.
Malgrado il tempo trascorso purtroppo a letto, ingessato dalla vita in giù, non aveva perso nessun anno scolastico.
Quell’anno l’avevo visto dimagrire, mangiare poco e non avevo capito niente…. continuavo a ripetergli di studiare di meno, ma lui non poteva correre e saltare come gli altri per “quella gamba”, allora studiava, speravo che la scuola finisse presto “per tirarlo su” e invece forse lui non voleva finisse, a scuola era il più bravo, si sentiva utile (era stato ammesso a sostenere gli esami finali con la media del nove malgrado il sette in ginnastica) e i suoi compagni ricorrevano a lui.
Si era innamorato e io non avevo capito a che punto … anzi una volta quando mi aveva detto “Chi vuoi che mi voglia con questa gamba!” io non ero stata molto convincente a rispondendogli::”Tu hai molto di più, vedrai che più avanti, quando le ragazze cresceranno, sapranno apprezzare quello che tu sei dentro…”, lui ne aveva avuto bisogno in quel momento, ma le ragazze, a quell’età, cercano il ragazzo forte e sano e mio figlio era un po’ zoppo.
Ero disperata perché mi rendevo conto che non ero riuscita a dargli la speranza, la fiducia nel futuro, forse perché ne avevo poca anch’io…
Il dolore mi saliva dentro assieme alla consapevolezza di non essere stata capace di aiutare quel mio figlio così forte da superare tante difficoltà, ma così buono e fragile di fronte alla vita… io, come madre, avevo creduto di far bene a rispettare i suoi silenzi invece di indagare, di aiutare….
Si faceva strada in me forte la certezza di non essere capace di educare e aiutare i figli rimasti, come non lo ero stata con lui e di essere colpevole anche nei confronti di mio marito perché come madre ero più presente a casa e quindi avrei dovuto accorgermi…..
Tutti continuavano i loro doveri quotidiani fuori casa e io i miei di pensionata casalinga… In casa c’era tanto silenzio e io non mi sentivo più capace di dare nulla, non ero riuscita a dare nulla, ho avuto paura di me, dei miei pensieri…
Il mio medico di base, poco dopo la morte di mio figlio, mi aveva dato un numero di telefono dicendomi di chiamare perché avrei trovato aiuto psicologico, chiamai progetto SOPRoxi e iniziai un “percorso”.
Ad aprile ho avuto la comunicazione da parte del Comune che mi era stato assegnato un piccolo appezzamento di terreno nell’ambito degli orti urbani vicini a casa mia.
Avevo fatto la domanda molto tempo prima, prima del mio lutto.
Non volevo più accettare, mio marito mi ha convinta.
Ho conosciuto altre cinque persone di altrettanti orti e ho iniziato il mio lavoro.
Sarebbe troppo lungo dire… ora posso dire soltanto che l’orto mi ha aiutato ad “accettare”.
Il ritmo delle stagioni e il rinnovarsi, sempre e comunque, mi hanno dato sicurezza e nello stesso tempo forza e fiducia.
I miei errori di “ortolana” dell’ultima ora sono accolti e anche a volte trasformati in qualcosa di positivo. Insomma mi sento “accettata” dal mio orto, che in cambio di poche cure, mi dona i suoi frutti e mi da’ la sensazione che nulla va perduto, tutto è prezioso.
Ho pianto molto in orto, quando ero sola, ma anche di consolazione.
Sono riaffiorati pensieri, ricordi, frasi dette da persone a me care, che erano morte, ma che mi avevano voluto bene. Frasi che credevo dimenticate e che mi avevano aiutato per il passato…
Ho sentito Dio, che, attraverso l’orto, voleva dirmi che mi vuole bene, che dovevo cercare di essere felice perché avevo avuto un figlio eccezionale che aveva sparso tanto bene con il suo impegno e le fatiche di ogni giorno. Ora mio figlio era con Lui finalmente sereno e in pace.
Sicuramente non era vissuto invano.
In orto mi faceva anche bene essere con altre persone, che di me non sapevano nulla e che erano tanto diverse da me.
Un po’ alla volta, lentamente ho cominciato a interessarmi degli altri e ad ascoltare, mi sono accorta che potevo rasserenare anche solo con un sorriso.
Fra i tanti consigli ricevuti mi sono ricordata che mia cognata, appena morto mio figlio, mi aveva consigliato di “fare” le cose che mi piacevano davvero.
Ho cominciato ad andare al cinema il venerdì pomeriggio (cinema offerto dal Comune a prezzo agevolato per gli anziani) da sola.
Ho ripreso i contatti con una mia amica del periodo dell’adolescenza e che era rimasta vedova. Ci siamo aiutate a vicenda e ora andiamo al cinema insieme.
Ultimamente ho ripreso a “lavorare a ferri” e mi gratifica vedere che riesco a confezionare qualcosa di bello…
Ho tentato di diventare volontaria ospedaliera chiedendo di andare in un reparto dove ci fossero anziani, però dopo un po’ di tempo ho dovuto rinunciare perché mi sentivo inadatta a consolare.
Da circa un anno insegno italiano e le altre materie in un doposcuola per bambini extracomunitari, che non conoscono bene la nostra lingua e questo mi ha aiutato a riconciliarmi con i bambini sani.

Io credo che il percorso psicologico con SOPRoxi e l’orto siano entrati nella mia vita nel momento giusto e assieme mi hanno aiutato ad avere ancora pensieri positivi. Sento che spesso sono felice e ringrazio, ringrazio per questa serenità che mai avrei pensato di poter recuperare.

Maria

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150 risposte a “Sono Maria, e mio figlio si è suicidato a 18 anni.”

  1. Avatar Vale

    Ho letto la tua storia, inutile dirti che mi sono emozionato. Penso ogni parola sia superflua e che nessuno possa davvero capire il dolore di una madre come te. Dal profondo del cuore ti faccio un grande in bocca al lupo per tutto, reagisci con forza e giustizia, e continua a fare le cose che ti piacciono. Un abbraccio di cuore . Vale

  2. Avatar

    cercavo un modo per suicidarmi,sono sposato con 3 figli ,ho problemi di lavoro.ecc
    ma poi ho iniziato a leggere il tuo dolore come mamma e il conforto che hai ricevuto
    ho pianto e ho capito che dar fine al mio dolore ne avrebbe causato molto di piu nella mia famiglia,ho deciso di dormire e pregare che questo male mi lasci vivvere e non morire…………

  3. Avatar Caro anonimo,

    Sono Maria e qualche giorno fa ho letto il messaggio di Vale, è stato una carezza per il mio cuore, ho ringraziato dentro di me perché non so rispondere (non sono brava a destreggiarmi con il computer). Ho letto ieri il tuo messaggio e ho

  4. Avatar Caro anonimo, sono ancora Maria,

    Caro anonimo, sono Maria, quando una persona vuole suicidarsi, è in un momento di grande dolore e debolezza e proprio per questo può e deve essere aiutato.Fatti ancora vivo..Ti ringrazio per il sentimento di condivisione che ti ha spinto a scrive

  5. Avatar Mi sto trovando nella stessa situazione di tuo figlio (Anonimo)
    Mi sto trovando nella stessa situazione di tuo figlio (Anonimo)

    mi sto trovando nella stessa situazione di tuo figlio e penso che, come lui, non riuscirò a reagire. da quello che hai scritto posso solo lontanamente immaginare come potrà sentirsi mia mamma

  6. Avatar Alfa
    Alfa

    Cavoli la tua storia mi ha commossa moltissimo mi dispiace tantissimo! Ora devi farti coraggio lui vivrà sempre nei tuoi ricordi.

  7. Avatar azzurra
    azzurra

    ci sono dei momenti nella vita, che ci si sente talmente soli soprattutto quando hai un problema la gente scappa..parenti amici tutti ragazzi fatevi coraggio

  8. Avatar Silvia
    Silvia

    Ciao,
    ogni tanto mi siedo al computer e digito la frase “suicidio di un figlio” sperando che venga fuori qualcosa che mi aiuti. Oggi ho trovato la tua lettera e conosco ciò che provi, in effetti c’è un desiderio di condividere il proprio dolore con altri che hanno provato. Non ti basta più l’amica, la sorella o la psicologa ma vuoi incontrare altre persone. Purtroppo nella mia zona non ce ne sono. O meglio trovo gruppi di rielaborazione del lutto dove incontro persone che hanno perso mariti, mogli e anche figli ma il destino ha scelto per loro e per me non è la stessa cosa. Io credo di poter superare un giorno il suo trapasso ma non so quando e se arriverà il momento in cui accetterò la modalità con cui se n’è andato. Aveva 24 anni ed io credo di non essere stata una brava madre. Mi fa soffrire la sua sofferenza, gli ultimi momenti di disperazione in cui si sentiva da solo.Tante volte gli ho detto che le persone quando crescono devono affrontare le proprie responsabilità, i propri dubbi, le proprie paure. Ma non intendevo questa soluzione. Parlavo di tutto con lui ed era come molti che scelgono questa strada un animo particolarmente sensibile, non riusciva ad accettare l’ipocrisia delle relazioni, la formalità del vivere, l’apparenza. Leggeva molto, suonava, cucinava piatti curati e buoni contento dei suoi risultati. Ma faceva tutto in casa, non si confrontava con l’esterno. La nostra casa era il suo rifugio, il suo conforto ma anche la sua prigione. quando ho tentato di farlo uscire dal nido in modo forzato, dopo mesi in cui cercava una collocazione, un lavoro in qualche città d’Italia, ha deciso di concludere la sua vita terrena. Molte volte sono arrabbiata con altri genitori che hanno dei figli con i quali hanno rapporti bruttissimi, senza dialogo. Luoghi famigliari dove vive l’ignoranza, dove non c’è scambio intellettuale, dove le regole morali nei confronti del prossimo sono spesso approssimative e condannano l’immigrato, il povero, il disagiato psichico, gli omosessuali, le lesbiche. Persone che vengono catalogate e accusate con superficialità come diverse. Vedo figli stupidi ed arroganti che vivono ma il mio no. e mi chiedo perchè. grazie ciao un abbraccio

  9. Avatar Sergio
    Sergio

    Mi sono trovato quasi nella stessa situazione, e posso dirti da figlio che non l’ho mai fatto per via di mia madre.Parere personale la colpa non e stata tua ,puoi essere stata un ottima madre …. il problema e questa societa

  10. Avatar Alby
    Alby

    Ma Dio dov è quando succedono ste cose ? Anzichè affidare un angelo custode a tutti noi, che probabilmente in quell’istante di smarrimento non c’era, o se c’era dormiva, perchè non fa in modo di affidare un vero Amore ad ognuno di noi ? Chi viene lasciato dall’amore della propria vita, o anche una semplice partner di turno..perchè in quel periodo è pur sempre una persona importante, sono tutte mazzate, è uno stress a volte insopportabile, quella certa persona per noi è insostituibile, venire lasciati è come perdere una parte di noi, è una morte se vogliamo, lo so bene come ci si sente senza amore o amare una donna che non ci corrisponde ma ci usa, non siamo noi a scegliere con chi innamorarci, è l’amore che sceglie noi, e queste storie di suicidi sono cose serie, la vita non è giusta, il mondo gira male, la gente è cattiva, io li capisco chi decide di suicidarsi, non so nemmeno che consiglio dare , perchè non ci sono consigli o suggerimenti, il dolore fa parte della vita, sono vicino a chi in questo momento sta soffrendo per amore, forse, bisognerebbe piangere, sfogarsi, non vergognarsi di trattenere le lacrime, perchè è uno sfogo.

  11. Avatar Elena Campagnoli
    Elena Campagnoli

    Ciao Maria, mia mamma si è suicidata un anno fa nello stesso modo di tuo figlio, anche io mi sono chiesta cosa avesse pensato in qugli ultimi momenti e io ho pensato le stesse cose che tu hai pensato. di non aver fatto abbastanza..forse quindi non c’entra essere madri o figlie, si tende a colpevolizzarsi comunque. Mi sono ritrovata nella tua consolazione degli orti, nella natura che dà di nuovo speranza, a me è successo con i cani, nel seguirli, studiarli, capirli..mi stanno salvando. Perchè è di salvarci che si parla. Mi sono ritrovata nel fatto che conforto alcune volte anche io con un semplice sorriso. E’ come se questa tragedia mi rendesse più forte degli altri. Ho pianto notti abbracciata solo al mio cane, desiderando come non mai di poterla abbracciare ancora. Non so cosa pensare di lei, mi manca tantissimo ed era una persona bellissima. Anche io ho pensato “perchè lei? con tutta la gente odiosa che c’è?perchè si è sentita così inadeguata?”. Mi sento così in colpa e allo stesso tempo arrabbiata con lei. E ho bisogno di parlare con qualcuno che non sia un amico o un parente. Un dolore così forte uccide qualunque amicizia.

  12. Avatar art
    art

    Maria. Mi sembrava di leggere un qualcosa, scritto da Natalia Ginzburg. Scrivi benissimo e con una lucidità ferrea, pensa che inizialmente non avevo neanche capito fosse vero il tuo post. Il distaccamento è la patria dell’arte e a quanto ho capito il tuo insegnare italiano non è vacuo. Questa lucidità e distaccamento è la patria dell’arte e dunque della vita e del grande desiderio, si sente. consiglio vivamente di dedicarti , se non lo fai già, alla scrittura che diventa automaticamente autoanalisi durante il quale si analizzano freddamente i mali della propria vita, talmente da far emerger le Bellezze celate da questi mali.
    Consiglio anche per anonimo che si trova nello stato del figlio.
    non faccio complimenti su qualcosa che non so come il tuo cammino verso dio e gli orti e i metodi vari ma verso il tuo modo di scrivere che dimostra effettivamente la tua capacità di accettazione e comprensione.

  13. Avatar Anonimo
    Anonimo

    Cara Maria, il tuo bambino sarà sicuramente nella grazia dei cieli.
    Mille volte mi sono trovata a desiderare di donare il mio “tempo” a chi non ne ha più, un regalo da una persona che non lo desidera piu’. so che non è possibile, ma sarebbe il mio regalo.

  14. Avatar Valeria Galbusera
    Valeria Galbusera

    Cara Maria, come un’altra Maria hai dovuto subire la perdita più straziante per u genitore. Sono mamma di due figli, più o meno dell’età del tuo quando ha deciso che il cielo era un posto migliore per lui. Nessuna parola umana potrà mai guarire questo dolore straziante che ti accompagnerà sempre ma desidero dirti che dalle tue parole e con le tue parole da iforza a tante altre mamme che magari si trovano davanti dei figli in difficoltà. Credimi, questa è la grande erdità che il tuo bambino ti, ci ha lasciato. Attraverso la tua testimonianza lui è ancora nei nostri cuori.
    Un grande abbraccio e un grazie per aver voluto condividere la tua drammatica esperienza.
    Valeria

  15. Avatar Giampiero
    Giampiero

    Purtroppo , come diceva De Andre : “quando si muore si muore soli…” in quel momento ci si sente soli , senza via di uscita.
    Oggi gli amici o parenti, non hanno tempo di starti vicino, siamo immersi di impegni, e di piccole o grandi forme di egoismo.
    Mio fratello gioca tutti i giorni per 5 ore alla play station , e mia madre resta sola tutti i giorni ….mia madre gli ha dato la vita
    quando l’ha fatto nascere , e dopo si è fatta in 10 per noi… si è sacrificata…perché era giusto cosi…ci credeva, ci crede
    e lo rifarebbe mille volte, per noi. Io sto in casa tutti i giorni al pc per ore, e mia madre è sempre in casa da sola…
    Pigrizia , egoismo, riluttanza a sacrificarsi, e a donarsi gratuitamente . Se non c’è un ritorno, se non si guadagna qualcosa,
    perché dovrei sbattermi?…Abbiamo viziato i nostri figli, e non abbiamo insegnato loro il sacrificio e la fatica.
    E il valore della vita , come dono , come fortuna. Qualcuno il fatto di essere nati lo vede come una disgrazia,
    perché il suo sguardo non è mai riuscito ad andare oltre i suoi problemi, che pur essendo importanti per lui, non
    sono nulla in confronto a quello che succede nel mondo. Quindi secondo me , noi proiettiamo i desideri le aspettative degli altri su di noi,
    e ci sentiamo colpevoli incompleti, se non siamo in grado di raggiungere un sogno.
    Io devo essere sincero, mi dico sempre che piuttosto che essere un peso per i miei figli preferisco togliermi la vita…..
    lo so sono limitato, è il mio carattere…più che soffrire mi fa paura non essere autosufficiente.
    Uno psicologo un giorno aveva detto, se vedete qualcuno che potrebbe avere l’intenzione di suicidarsi, basterebbe dirgli :
    non vorrai mica suicidarti… anche con tono scherzoso… e diceva questo psicologo, questo rompere un segreto , un mondo costruito
    solo con le proprie paure e convinzioni per far si che la persona non si suiciderà mai.
    Un tempo si era più poveri, ma più felici….si aveva meno cose materiali , ma si donava con gioia , si condivideva… si parlava di più .
    L’immagine che ho delle madri di oggi: un tempo ti portavano in carrozzina ti facevano suonare i giochi davanti agli occhi , ti battevano le mani…
    ora le mani non le hanno più libere…una spingono la carrozzina, e l’altra tengono in mano un cellulare.
    Quindi un mondo sintetico senza contatto umano. Io ogni volta che ne ho l’occasione, abbraccio i miei figli, e li tengo li…stretti a me per
    alcuni minuti… in piedi cosi, senza una motivazione…. solo per il desiderio di trasmettergli il mio amore per loro. E so che non è mai abbastanza
    , e mi sento in colpa perché potrei dare di più , e non lo faccio unicamente per egoismo. però non è mai troppo tardi….per recuperare, e per migliorare
    ogni giorno. Ho appena salvato una mia amica dal suicidio… disperata perché non trova lavoro… gliel’ho letto negli occhi…ha preso le chiavi della macchina , mi fa mi basta una mezzoretta per sistemare tutto… io al momento ero distratto, non ci ho fatto caso… poi dopo 10 minuti sono corso
    dove era il garage, che per fortuna non era chiuso a chiave e lei era dentro nella macchina col motore acceso…Non solo le famiglie sono sole…ma spaccate , e divise a loro volta con le 2- o 3 tv in ogni casa , chi in sala , chi in stanza , chi in cucina…. il nucleo è diviso… i valori della famiglia
    stanno per cedere…si sgretolano di fronte alla tecnologia… che tende a isolare sempre di più ogni individuo…vedo ragazzi seduti al tavolo nei bar,
    e ognuno dentro nel suo mondo virtuale del cellulare. Le macchinette dei bar… non sono altro che un tentativo di scappare dalla realtà … e perché è difficile uscirne… perché la realtà non siamo più capaci di affrontarla. Giampiero.

  16. Avatar franco
    franco

    Bellissima lettera e un’umanità straordinaria… grazie di averla condivisa anche con me.

  17. Avatar anonimo
    anonimo

    a 16 o 17 anni non ricordo più volevo uccidermi. Venivo da un periodo scolastico molto sfortunato che culminò con la bocciatura. Perdere l’anno significava allontanarmi da una campagna di classe della quale ero innamorato ma con la quale non avevo molta confidenza.Durante l’anno scolastico trascorso insieme non le avevo mai confidato i miei sentimenti. I mesi estivi che seguirono la bocciatura pensai al modo migliore per uccidermi. Ero deciso nel farlo ma non volevo provare dolore. Il malessere che provavo non era dettato solo dalla bocciatura e dal pensiero di non rivedere più quella ragazza. Già allora ero conscio di avere problemi psicologici che mi impedivano di svolgere le interrogazioni senza provare terrore del giudizio altrui. A farmi stare male era il fatto che non avevo potuto dare il meglio di me stesso. Le paure e le fobie, le ansie e le paranoie mi limitavano parecchio. Arrivato a settembre ancora non avevo trovato un modo indolore per farla finita ma poi, forse alla ricerca disperata di un ultima speranza scrissi una lettera alla ragazza che mi piaceva e la consegnai a una sua amica che sapevo abitare nella mia zona. Le dissi di darla alla ragazza e basta e lei così fece. La ragazza che mi piaceva ricevuta la mia lettera mi rispose. Le avevo confidato del periodo che stavo passando ( non le parlai però di quel pensiero che mi sfiorava la mente) e seguitammo nella nostra corrispondenza epistolare per 3-4 mesi. A un passo dal suicidio avevo trovato la mia speranza. Già mi vedevo insieme a lei, i mie sentimenti nei suoi confronti erano più forti ma non avevo il coraggio di incontrarlo ne lei me lo chiese. Un giorno mi mando un ultima lettera nella quale mi spiegava che non poteva più parlare con me perchè la scuola le occupava parecchio tempo. Per qualche anno cercai invano di contattarla ma poi dovetti arrendermi all’evidenza che quella ragazza non provava nulla per me perchè alla fine mi conosceva appena. Credo che per non morire, inconsciamente mi fossi agrrappato a un illusione, avevo riposto in quella storia d’amore inventata tutte le mie speranze di vita. Negli anni seguenti trovai altre cose che mi spingessero a vivere e ora ho quasi 28 anni. L’abbandono della ragazza mi feriì molto tuttavia oggi sono consapevole che sono le sue lettere ad avermi salvato in quel periodo di bruciante dolore. A volte ci ripenso e dico, certo che la vita è comica e beffarda. Mi ha fatto trovare un motivo per continuare a vivere ma il motivo era un illusione. A volte guardando le stelle rifletto che se c’è un destino ha voluto che quella giovane donna piombasse nella mia vita solo per salvarmi la vita e nient’altro.

  18. Avatar Teresa
    Teresa

    Sono 2 anni che il mio compagno si è suicidato e io vado sempre giù sostengo che il suicidio e’ la migliore alternativa a questa eterna sofferenza per ora manca il coraggio

    1. Avatar Serena
      Serena

      Quanto ti capisco. Ho perso il mio compagno, morto di suicidio poche settimane fa , è un dolore che non passa mai ti uccide dentro

  19. Avatar Jessica
    Jessica

    Cara Maria, la tua lettera mi ha commosso.
    Ho 20 anni, non ho figli, non sono sposata, ma le tue sensazioni mi sono arrivate dentro e ho pianto. Ho letto tra queste righe il dolore che una mamma può provare perdendo un figlio… e solo il pensiero che un domani possa succedere a me mi rende a dir poco triste.
    L’adolescenza è un periodo critico per i ragazzi adolescenti, io lo so benissimo. Chiunque e dico chiunque per vari motivi ha desiderato di suicidarsi in qualche modo.
    Vorrei poterti dire parole di aiuto e conforto, ma la paura di non esserne all’altezza mi frena. Sono molto contenta che queste, anche se piccole, sono diventate delle motivazioni per andare avanti, per continuare.
    Un abbraccio, continua così.
    Jessica

  20. Avatar Ciro

    Salve signora Maria , sono Ciro ,ho 24 anni e scrivo da Foligno in Umbria .Volevo ringraziarla per la sua lettera così intensa di Amore verso il figlio perduto e verso gli atri , questo suo grande Amore mi ha commosso a tal punto che mi sono detto : L’amore è sorprendente . Quale parole potrebbe consolarla ?! Questa sera pregherò per i giovani e per i genitori che hanno sofferto o soffrono per un male così grande .Ricordo che quando avevo 17 anni circa , dopo che mi lasci con una ragazza a me tanto cara ,con il quale ho diviso 3 anni ,volevo anch’io farla finita ; perchè mi sembrava che la vita fosse da sempre crudele con me , nonostante la mia giovane età . A distanza di pochi anni ho scoperto il dono della vita che proviene da Dio , unica fonte di Amore . Mi meraviglio sempre dell’Amore .

  21. Avatar Luca
    Luca

    Signora, ho 18 anni, ho letto ciò che lei ha scritto e ho pianto, provo solamente tanta felicità nel riscontrare la sua rinnovata luce, sono capitato di proposito su questo sito e ho letto per puro caso una cosa a me tanto utile, la ringrazio di cuore per queste parole che a me, di umore piuttosto cagionevole, hanno dato tanta forza, grazie mille.

  22. Avatar Elena
    Elena

    Sono capitata per caso su questa pagina e ho letto con molta attenzione tutte le vostre esperienze. Ho provato una stretta al cuore, spesso da adolescente ho pensato più volte che il suicidio fosse il rimedio ad ogni sofferenza, oggi ho quasi 33 anni, sono sposata e amo la vita, la mia e quella delle persone che mi circondano. La vita è un dono, non siamo nessuno per potercela togliere, è una decisione troppo grande e non spetta a noi.
    Prego molto per alcuni miei familiari che stanno affrontando la convivenza con una malattia, esulto e ringrazio il cielo quando un esame di routine è negativo, quando quel tumore non avanza più, quando gli esami del sangue sono nella norma, ma soffro con loro nell’attesa di ricevere l’esito di una TAC, la paura di morire è immensa, la paura di non poter più vivere insieme ai propri affetti, quel pensiero che prima o poi una cellula possa ancora impazzire a mangiarti dentro. Come si fa a non reagire? Come si fa a pensare che il suicidio sia l’alternativa ad una vita sofferente? Bisognerebbe amarsi di più, siamo come dei fiori di campo, di una tale fragilità, moriremo prima o poi e già a questo non siamo e non saremo mai preparati, ma aiutarsi a farlo perchè senza coraggio, no, mi rifiuto! Non abbandonatevi all’idea che si possa trovare la soluzione ideale gettando la propria vita, siamo fragili come fiori di campo, ma ognuno di noi ha delle potenzialità, ha una forza interiore da coltivare e da donare a se e a chi lo circonda. Siamo tutti doni di vita, quando nasce un bambino è una gioia, per chi crede e per chi non crede in nulla, la vita è ancora quel mistero che ci avvolge, che non ci sappiamo tutt’ora spiegare.

  23. Avatar Patrizia
    Patrizia

    Ciao, per puro caso sono arrivata alla tua lettera, cercavo altro. Mio figlio non vuole studiare, non sa cosa vuole fare da grande e per due anni è stato bocciato con scarsi risultati. Lui è seguito dal reparto di neuropsichiatria. Mi faccio tante colpe per questo ragazzino tanto fragile e diverso dagli altri, troppo chiuso ed introverso. Mi reputo una mamma fallita e insoddisfatta di tutto ciò che non sono riuscita a costruire. Ho letto la tua lettera e non riesco a fermarmi dal piangere, mi sono vista io con mio figlio 15 enne, tante volte ci penso che non riuscirei a sopportare un dolore così forte, e molte volte ho paura che lui sentendosi inadeguato in questa vita possa commettere la sciocchezza di uccidersi. Uccidersi non è altro che scappare dai propri problemi, non si risolveranno ma almeno metterò pace nella mia vita. E’ questo che ognuno pensa quando si hanno delle difficoltà enormi da affrontare. Quel che vogliamo noi genitori non sempre i figli lo vogliono e io ho paura a volte di soffocarlo, dicendogli sempre le stesse cose. Ma non voglio neanche che lui resti in casa a buttar via la sua vita senza far nulla. Tra poco lui inizierà un percorso in un orto spero che questo gli da la serenità che ha dato a te! Comunque nelle tue righe ho letto il dono di Dio ti ha mandato lui la consolazione attraverso l’orto. Ti abbraccio forte!!!

  24. Avatar emilio
    emilio

    Ciao ho letto la tua storia e sono subitosaltato alla risposta senza leggere lealtre risposte .
    La tua è una storia veramente commovente , anche io sono padre , non ho avutouna tragedia cosi grande pero da genitore ti capisco . io sono soloseparato e hoproblemi di comunicazione con le mie figlie . niente a che vedere con la sofferenza che hai tu .però ti capisco .se vuoi scrivimi .

  25. Avatar Elisa
    Elisa

    Cara Maria quanto sa essere dura la vita. Chi ti scrive è una mamma come te che purtroppo ha vissuto la tua stessa esperienza. La mia piccola sembrava avere tutto dalla vit.a Una famiglia che l’adorava,amici, brava a scuola era sana praticava sport, e tutto cio’ che potrebbe descrivere una ragazza di 18 anni felice. purtroppo pero’ qualcosa mancava, un qualcosa che noi non vedevamo ma che evidentemente la faceva soffrire molto. Lei ha lasciato messaggi per tutti, noi genitori, parenti amici.. ha scritto che se nessuno è mai riuscito a vedere il suo dolore è perchè ha portato bene la maschera…che ci amava e ringraziava…potrei scrivere molto ma dopo cinque anni ormai non rimane che l’accettazione e l’amore. Si l’amore perchè quando sai di averli amati con tutta te stessa devi pensare che lo stesso amore deve continuare ancora dopo la morte rassegnandosi e accettando tutto cio’ che loro hanno deciso. Mia figlia ha evidenziato una frase che in seguito ho ritrovato nella sua camera..ognuno ha diritto di decidere per la propria vita e per la propria morte. Certo è durissimo accettare, un dolore senza confini che solo dopo un lavoro lunghissimo e doloroso puoi arrivare ad elaborare. Conviverà per sempre in te il dolore e la gioia (se riuscirai a provarla ancora nella vita..) sarai un misto di emozioni ma credimi questa esperienza mi ha resa ancora piu’ altruista e disponibile nei confronti altrui anche se poi sono arrivati altri dolori, e l’uomo che amavo alla fine se ne è andato accampando mille scuse…pazienza continuiamo perchè la vita secondo me merita di essere vissuta fino in fondo attimo per attimo, al meglio di quello che possiamo offrire e che ci viene concesso vivere e poi come nell’immagine che mia figlia ha lasciato…una porta sopra la quale vi era una targa con riportato.. voi siete quelli che eravamo, noi siamo quelli che voi sarete… e ci ritroveremo Maria, ci ritroveremo. Un abbraccio Elisa

  26. Avatar angelo
    angelo

    Ho 58 anni, sposato ed ho 2 figli ………….il maschio di 24 anni e la femmina di 20.
    Avevo 17 anni quando per la prima volta ho pensato di buttarmi dalla finestra del 5° piano dove abitavo con mio padre, mia madre e mio fratello.
    Perché?
    Non mi piaceva vivere………..mi sentivo già stanco…….nonostante fossi iperattivo !!!
    Andavo a scuola, tornavo a casa ad ora di pranzo, studiavo e poi sotto casa a giocare con gli amici………….!!!
    La mia vita era tutta presa dalla scuola e gli amici con cui giocavo. Mio padre e mia madre si stavano separando ma la cosa non mi toccava più di tanto. Sapevo che entrambi mi volevano bene…..ed anche mio fratello di 3 anni più grande di me. Non mi mancava nulla……….ma non mi piaceva vivere.
    Purtroppo sono arrivato a 58 anni……………………e le cose non sono cambiate. Non mi piace vivere, sono ancora più stanco, mi sento un vigliacco che non, è riuscito a fare ciò che voleva ed in più oggi sono anche responsabile di 2 miei figli e di mia moglie. Spero che la Dea bendata quanto prima si ricordi di me………..e spero di avere un grande colpo di “fortuna” tanto da poter lasciare i miei senza ………..rammarico ! Ma intanto sono qui……………insoddisfatto e sofferente.
    Penso che ognuno debba essere rispettato per ciò che pensa e per ciò che fa!
    Per tutte le persone che nei miei 58 anni di vita ho saputo che hanno avuto la forza di farla finita …………da parte mia il massimo rispetto e la massima comprensione…………!!!
    Spero ancora di poterlo fare…..!
    Pincopallo…………….!!!

  27. Avatar veronica
    veronica

    anche il mio 43 .sapevo che era depresso eppure qualche cosa mi ha spinto a farli vedere le foto della sua per cosi dire ragazza stava con un altro.lei le aveva finito tuttti i soldi

    1. Avatar Layouni Soussi
      Layouni Soussi

      A tutti i depressi e i giovani con problemi dobbiamo resistere a tutti i costi

  28. Avatar Mari77
    Mari77

    Mio fratello si è suicidato il 23 maggio scorso, io lo sapevo che era un ragazzo speciale e che non si accontentava delle cose superficiali.
    Era un ragazzo come pochi, solare, socievole, gentile e sempre disponibile. La sua caratteristica è di donare un consiglio, un saluto senza chiedere niente in cambio. Forse proprio la freddezza di questa società, ha fatto sì che le persone che lo hanno conosciuto ed amato non pensavano che una persona sensibile come lui aveva bisogno anche di ricevere e a volte di essere guidato.
    Lascia moglie e 2 bambini piccoli.
    Purtroppo oggi la lontananza delle persone care è una routine, ma si spera sempre che i propri cari trovino un’altra famiglia sul posto dove decidono di vivere.
    A 33 anni si è giovane e troppo buoni per vedere solo la soluzione contro se stessi, è un sacrificio che questo mondo non merita.
    Mi dispiace troppo che abbia sofferto nella sua vita e che non abbia trovato nessuno disposto a “leggere un libro aperto” dove ci sono già scritte le parole.
    Ho pianto tanto e tutti i giorni da quando se n’è andato, ed ho capito che cosa ha sentito dentro di se, il senso di colpa è presente nel mio quotidiano.
    Il gesto è la liberazione dal dolore e dalla sofferenza, per se e per gli altri, in un mondo che non ci si sente più di appartenere.
    Spero che tu stia meglio e che sia Libero.
    Un giorno ci rivedremo
    Ciao Fratello mio

  29. Avatar margherita milone
    margherita milone

    Ciao Maria . Stavo pensando all’emarginazione che subiscono i genitori dei figli suicidi .Mi piacerebbe che i genitori potessero avere la possibilità di uscire dal dolore e di poter essere di nuovo gioiosi perché la gioia arriva solo se la si cerca con tutte le forze .Io e mio marito la abbiamo ritrovata perché ci abbiamo creduto con tutte le forze ma è stato uno sforzo che solo noi due abbiamo potuto mettere in pratica . Mi dispiace dirlo ma gli altri non ti aiutano per niente sono indifferenti perché credo che l’umanità intera sia arrivata ad un punto di durezza del cuore e che non si commuove tranne che per se stessa o forse neanche più per se stessa .Non scandalizzatevi per queste parole è la verità .Quindi è da questa constatazione che si ricomincia a vivere .Vivere per il gusto di vivere .vivere per la gioia di un dono così grande che tu hai ricevuto Vivere e non soffrire perennemente perché un figlio si è suicidato…Perché il suicidio non è una libera scelta ma una idea che viene continuamente propagandata con messaggi sottintesi che la coscienza collettiva trasmette e che propaganda la non vita e la vita effimera e spaccia morte .Risorgiamo genitori da questa propaganda di morte e trasmettiamo veri valori almeno noi che abbiamo avuto questa esperienza così illuminante ..

  30. Avatar maria

    Perché ci colpevolizziamo..Io ho avuto un grave lutto, il mio compagno; ancora oggi sento un sentimento di colpa per non essergli stata più vicina durante la sua malattia;mi avevano nascosto,i suoi, la gravità..ho fatto terapia ma non è sufficiente per lenire il dolore che mi avvolge,.. come una coperta che mi protegge dalla vita. Sono stata inadeguata ad affrontare quello che stava succedendo. La psicologa mi ha consigliato accudire mia mamma, proprio per difficile rapporto che ho con lei, così quando cala la depressione mi dico che migliore dell’immagine che conservo di me stessa…un caro saluto a voi tutti!
    Maria

  31. Avatar Roberta

    Cara Maria, sono passati alcuni anni e non so se potrai leggere il mio commento al tuo meraviglioso scritto. Ciò che ho letto, e’un insieme di pensieri puri ,carichi di amore per il tuo caro figlio, amore incondizionato di una madre che ha avuto la forza ed il coraggio di ricominciare, proprio per tuo figlio che ora è il tuo angelo sempre nel tuo cuore. Purtroppo, anch’io sto soffrendo per un amore non piu’ ricambiato, e per una situazione di salute fisica che mi sta uccidendo tanta è la sofferenza che mi causa. La cosa piu’dolorosa e’non avere più l’amore del mio compagno e non potere piu’lottare per riaverlo, perché stremata dal fisico malato, sto solo aspettando il momento di lasciare questa vita, che per me non e’ piu’ tale, di trovare il coraggio. Sono sola e disperata, e mi manca l’amore che non ho più. Sentirsi rifiutati è la cosa peggiore che possa accadere, Grazie.

  32. Avatar Monica
    Monica

    Anch’io il 22 novembre 2012 ho perso mia sorella,nn sono neppure sicura di ciò’ che è’ successo,molto probabilmente sarà stato come mi hanno detto gli inquirenti:suicidio.Aveva trent’anni,era bella, simpatica,un po’ pazza,combinava guai,ma nn pensavo…che combinasse un guaio così’ grosso.Non mi perdonerò’ mai di nn esserle stata vicina.Ciao piccola mia, sei sempre nel mio cuore

  33. Avatar Francesco
    Francesco

    Ciao Maria, so che è passato molto tempo, ma la tua lettera mi ha colpito profondamente, mi ha fatto riflettere. Ho 18 anni e leggendola non ho potuto fare a meno di immedesimarmi nelle tue parole che mi hanno fatto capire quanto possa essere utile far sentire la propria vicinanza a qualcuno e fornire nel miglior modo possibile sostegno e speranza nelle difficoltà. mi ha inoltre colpito la tua grande fede, che io farei fatica ad avere, e che ti ha portato a riacquistare pian piano serenità dopo una sofferenza inimmaginabile. Spero che per te sia ancora così, che tu possa continuare con il tuo impegno a fornire sostegno altrui con una qualità di vita migliore dopo una tale rinascita, in bocca al lupo.

  34. Avatar Sadly
    Sadly

    Non ho potuto leggerlo tutto Maria, il dolore e le lacrime mi hanno fermato.
    So e posso capire quanto sia stato forte il suo dolore è la sua tristezza che lo ha portato a commettere la più coraggiosa e irreparabile delle decisioni da cui non si può tornare in dietro.
    Anch’io ho lo stesso pensiero, ma ancora non trovo il coraggio di fare quest’ultima azione per redimere la mia inutile vita e sentirmi uomo.
    Posso capire quanto vorresti poter cambiare la storia, come sia brutta l’idea di non rivedere più per l’eternità una persona a te cara, sopratutto un figlio.

    La vita delle volte riserva per alcuni di noi un brutto destino.
    In certi casi, anche se alcuni di noi lo vorrebbe con tutto se stesso, chiedere aiuto è di una problematica insormontabile, difficile e maledettamente impossibile

    Sicuramente è stato spinto da una sofferenza molto più grande di lui, maledettamente dolorosa da sopportare e logorante da gestire che lo ha portato a fare la dura scelta di abbatterla nell’unica maniera per lui possibile.
    Mi rammarica tantissimo il fatto che aveva soltanto diciotto anni, c’era tutta una vita d’avanti a se.

    Maria se avessi potuto restituirti tuo figlio con la mia stessa vita, sarebbe stata per me finalmente una occasione di fare qualcosa di buono. Lo avrei fatto seduta stante anche se fosse stata l’unica azione che mi avrebbe reso orgoglioso.
    Ti abbraccio con tutto l’affetto di un figlio che riserva con se sempre l’ultimo pensiero dedicato alla mamma.

    Mi Dispiace
    Fa che la sua pace ora sia anche la tua.

  35. Avatar Francesco
    Francesco

    Cara Maria,ho riletto la tua testimonianza, uno scritto che di per se già dalla prima frase fa mancare l’aria. Il fatto è che nel leggerla sorgono tanti interrogativi, un’infinità. Innanzi tutto fa incredibilmente male pensare a dove possano arrivare le sofferenze di qualcuno, sofferenze che, anche per un solo breve momento, possono indurre a tali scelte. Ed è per questo che di fronte a questi fatti che possono riguardare anche un amico o comunque una persona cara sorgono enormi sensi di colpa per non aver capito, per non aver saputo dare conforto. E mi interrogo proprio su coloro che devono sostenere questo peso, che devono conviverci, a maggior ragione dei genitori, cosa che di mio davvero non riesco ad immaginare. Ed è per questo che leggere il finale del tuo scritto in qualche modo da sollievo, da quella speranza che anche chi si trova in una situazione come la tua possa continuare,in qualche modo, a godere “momentaneamente” di ciò che la vita riserba dopo. Volevo solo dirti che è da tutto questo che è scaturito il pensiero del mio commento precedente.
    Grazie davvero

  36. Avatar stefano polo
    stefano polo

    salve, anche io e un po che ho pensieri di suicidio mi sto curando con farmaci ma non basta fino poche settimane fa andava tutto bene andavo al mio lavoro tutto tranquillo poi ho avuto un grosso shock emotivo la morte di un mio amico e poi puo essere un grosso carico di stress e sono a pezzi comunque andra a finire la mia storia non
    sottovalutare mai nulla come ho fatto io e un grave errore che prima o poi si paga. mi spiace molto per la signora e il trauma enorme che prova lo posso capire io ho perso un padre che ero solo un ragazzo ora ne ho 51 e mi sembra che ne ho 100 e il peso della vita che e insopportabile a volte.Stefano Polo

  37. Avatar Francesca
    Francesca

    Sono capitata per caso su questo sito, che testimonianze profonde…non sono all’ altezza di poter dare nessun consiglio ma una sola cosa mi sento di dire a chi ha pensato al suicidio: quando avete pensieri così negativi pregate, pregate non vi scoraggiate pregate e non chiudetevi in voi stessi. Dio vi darà la forza per superare ogni cosa.

  38. Avatar Niente
    Niente

    Salve. Mi dispiace per la sua perdita.
    La prima volta che ho pensato al suicidio è stato a 5 anni. Volevo impiccarmi perché mi vergognavo di com’ero. Non ricordo nemmeno il perché, ma ero convinta che avrei aggiustato tutto in quel modo. Non so proprio cosa dovessi aggiustare, ma ricordo che avevo l’ossessione (e ce l’ho tutt’ora) di perdere qualcuno di caro e di dover vivere con questa perdita. Col tempo i miei pensieri sul suicidio si sono intensificati e rafforzati per vari motivi. Il fatto è che mi odio. Non c’è parola di conforto che possa cambiare questa convinzione. Mi odio perché sono una di quelle persone che ha paura di vivere, che appena sente di quella o quell’altra tragedia si sente morire dentro, perché non ho qualità di nessun tipo, faccio abbastanza schifo come essere umano, e mi sono trasformata lentamente in una persona che io per prima ho sempre ritenuto estremamente negativa. Una volta ero una persona gentile e buona, ora divenuta irritabile e aggressiva. Non ho piú niente da dare. Non posso farlo a causa del mio carattere. Ogni tentativo di mettermi in connessione col mondo esterno è traumatico. Non ho la possibilità di trovarmi un lavoro degno a causa della mia ignoranza (e stupidità, diciamocelo), e del mio temperamento. Ho una stanchezza cronica che mi ha sempre impedito di concentrarmi e studiare bene, oltre ad alcuni problemi fisici molto fastidiosi e imbarazzanti. Ho paura delle persone. E purtroppo gli unici lavori che trovo sono a contatto con tantissime persone. Il risultato è che la sera mi ritrovo scossa, spesso a piangere, presa dall’angoscia e dal terrore di dover ricominciare tutto il giorno dopo. Così è sempre stato anche a scuola, in cui ho vissuto un incubo interminabile. In realtà quando penso al periodo scolastico è il momento in cui mi rendo conto di quanto mi trovo in una situazione migliore, adesso. Non so come ho fatto a sopravvivere, forse ero piú forte.
    Ho quasi trent’anni, niente di fatto, niente di costruito. Sono sempre stata un peso per tutti. Quando ero credente pregavo, a volte. Però pregavo perché un’auto mi investisse mentre andavo a scuola. Adesso la religione per me è una barzelletta. Mi do’ della codarda perché non riesco a fare quello che dovrei. Abito in un palazzo molto alto. Ho guardato tante volte fuori dalla finestra, ma solo per fissare il pavimento e provare ad immaginare come buttarmi. Tuttavia, leggendo la sua lettera mi sono ricordata del motivo per cui ho tenuto duro per anni. Non potrei mai procurare un dolore simile alla mia famiglia. Sono un peso, mi disgusto ma a volte mi chiedo se per i miei parenti non sarebbe traumatico. Non voglio rovinare loro la vita quindi resisto. Però sapere che passerò tutta la vita a piangere ogni sera, che non farò mai niente, che non potrò mai ricambiare la fatica di mia madre nel crescermi, mi devasta. Io non vorrei solo morire, vorrei che la mia esistenza fosse cancellata, che tutti si dimenticassero di me. Non voglio essere ricordata da nessuno, ma siccome questo non è possibile ogni volta che ho il cutter in mano mi fermo con l’altra. A volte ho pensato di avere una sorta di doppia personalità, ma vai a capire se è vero. Non so se sono malata di qualcosa, e non so se a qualcuno può servire quest’informazione, ma la morte appare come una liberazione incredibile. È come se avessi delle pesantissime catene legate ai polmoni, al cuore, alla testa. Mi sento come se avessi una voragine nel petto, sento urlare dentro a volte, poi il vuoto assoluto. Il disgusto, la vergogna e la paura. Magari è sempre la paura di restare soli. Anch’io come suo figlio mi sono detta tante volte “a chi piace stare con una persona come me”?
    Sono combattuta: è da codardi non uccidersi o è da codardi togliersi la vita? E se sono una codarda e non voglio vivere ma sono costretta a farlo per non ferire i miei parenti, come posso affrontare questa tortura? Devo vivere per loro? E io non conto? E automaticamente mi sento una merda per essermi messa nell’equazione. Certo che loro valgono piú di me. Ho paura e sono tanto stanca. Non voglio vivere così per sempre. Non ho mai chiesto aiuto perché la mia famiglia ha già troppi problemi e andare dallo psicologo in questa casa è come dire che non sei normale. So di non esserla, ma è dura da accettare. Ho perso la stima di tutti, anche delle persone a me piú vicine. Probabilmente sembrerà una accozzaglia di deliri, ma credo che la maggior parte dei suicida siano un po’ così. Si perdono nei propri pensieri, nel proprio mondo. Non danno ascolto a nessuno e vedono una sola soluzione. Non si senta in colpa,il suicida ha la testa dura come il marmo. Sono sicura che non volesse farle del male col suo gesto. È che ce l’abbiamo principalmente con noi stessi. Sia forte, sta facendo delle cose buone e ha fatto bene a scrivere questo post. La sofferenza non andrebbe mai tenuta dentro. Io lo faccio per orgoglio e perché tanto nessuno può ascoltarmi. Magari terrò botta anche per rispetto suo, ma nella mia testa una voce mi ripete che farei meglio ad uccidermi e basta. In bocca al lupo, le auguro tutto il bene di questo mondo.

  39. Avatar Caterina
    Caterina

    Scusate se mi intrometto. Anch’ io nei momenti di difficoltá avrei voluto morire, ma ho tanta fede in DIO e, pensando al comandamento che LUI ci ha dato (Non uccidere) non ho tentato di uccidermi ma ho pregato DIO che mi facesse morire. Anche GESÚ, quando vede l’impiccato, nominato nella Bibbia, dice che i corpi di coloro che si suicidano non hanno piú nessun valore. Soprattutto per quanto riguarda il regno di DIO. La domanda, che non mi ha fatto sbagliare strada e che mi pongo di continuo, in qualsiasi cosa faccio, “COSA PENSERÁ DIO DI ME?” é quella che mi aiuta e, grazie alla quale, continuo a superare le difficoltá e a prendere giuste decisioni. Essere accettati e apprezzati da DIO per me é la cosa piú importante del mondo e per questo seguo i suoi principi e lo penso sempre. Non buttatevi giú, pensate a DIO e Lui vi sosterrá tutti. Ponetevi anche voi la domanda [ CHE PENSERÁ DIO DI ME, SE FACCIO QUESTA COSA?] Un abbraccio a tutti, ciao

  40. Avatar KarolaKawaiiTV
    KarolaKawaiiTV

    Ciao a tutti,mi dispiace molto per tutte le persone che sono venute a mancare per via del suicidio,ma io vi voglio dare un consiglio…Siate sempre positivi,nel caso della signora Maria,voglio dirle ma dire anche a voi,che dovete essere positivi,se una persona a voi cara sì è suicidata,avrà avuto una difficoltà molto grande….Pregate sempre e comunque,e siate positivi sempre e comunque…Un carissimo saluto…KarolaKawaiiTV

  41. Avatar Marina
    Marina

    Cari amici, vi voglio bene.
    Sono grata di essere qui, un giorno dopo l’altro. Ho fiducia in voi, in chi legge, in chi ha bisogno di amore, perché in fondo ne abbiamo bisogno tutti come l’aria che respiriamo. Credo in voi e sono grata di tutta questa vita che torna e torna e torna ancora, oltre il dolore e la perdita e l’oblio e il buio.
    Vi abbraccio con tutta me stessa.

  42. Avatar Nermina
    Nermina

    Mi chiamo Nermina ho 33 anni, separata mamma di un ragazzo di 12anni. Dietro porto un matrimonio di insulti, offese e umiliazioni agli quali mio figlio ha sempre partecipato, purtroppo. Leggendo questa storia mi ha toccato il cuore, e mi rendo conto che io in tutto ciò sono fortunata e nonostante tutto mi ci trovo nelle tue parole. Dopo 12 anni di matrimonio mi stavo consumando, non dormivo, mangiavo ma dimagrivo a vista d’occhio e piangevo sempre. Mio figlio era ed è la mia forza, quando mi alzavo alla mattina era per lui, perché per me non lo avrei fatto. Chiedo aiuto al telefono rosa io e mio figlio non ce la facevamo più. Volevo uscire di quella casa, ma niente visto che non mi picchiava dovevo arrangiarmi trovare un avvocato e cavarmela. L’ho fatto, per un anno è stato con noi nella casa, era un incubo ancora più grande di prima. Nostro figlio sempre li a chiedersi se suo padre gli volesse bene. Sono rimasta male, malissimo, delusa, tradita non solo da un ex che sapevo dispettoso e senza scrupoli, ma anche la sua famiglia, che da sempre presenti a non salutarti per strada a non farsi sentire con il nipote ecc. Questo padre che viveva con noi ma noi di lui avevamo paura. Gomme a terra, […] Arriva febbraio mio figlio lo vedo stanco, deluso dice non è cambiato nulla, papà è sempre uguale. […] Non mi vuole bene, ma certo che ti vuole bene è solo un tipo strano dico io. 21 febbraio viene a prenderlo che non si reggeva in piedi io mi rifiuto di dargli un figlio in quelle condizioni. Mi ha insultata in tutte le maniere sotto casa ma per fortuna il mio figlio era da un amico. Dopo che lo mandato via dopo un po’ arrivò la quarantena, nessuno chiamava nessuno chiedeva per questo figlio anche se io gli scrivevo e gli dicevo che suo figlio ha bisogno di lui. Aveva bisogno di amici di uscire di compagnia, ma non si poteva. Non voleva più uscire di casa. Arriva il maggio sempre più chiuso in se stesso mi disse una frase che mi colpì molto tanto da chiamare la psicologa e le dissi che le cose vanno male non so come fare. La scuola, beh non aveva voglia di fare nulla, allora trovo una ragazza per aiutarli , si conoscono e si vogliono bene ho detto gli farà bene. Lunedì 11 maggio alla sera dico andiamo a fare una passeggiata come spesso facevamo, ma non vuole. In qualche modo lo convinco e usciamo na non era contento. Tornati a casa gli dissi che aveva la verifica domani lui mi rispose tranquilla vedrai che domani andrà tutto bene. Prima mentre camminavamo abbiamo parlato dei incidenti di diverse tipologie e come a volte le cose vanno male e lui mi chiese ma se si casca dal poggiolo tipo il nostro ( secondo piano ma rialzato fa quarto piano) uno muore beh difficile rispondere ho detto pensa a tuo zio che ha fatto incidente con la moto fatto un volo di 15m stato in coma 2 mesi ora cmq non è più lui anche se cammina, parla, lavora. Non ho trovato nulla di strano noi parlavamo di tutto. Lui è un ragazzo molto sveglio, intelligente, bravissimo con i computer nonostante la sua età. Ha una testa più grande di quanto è veramente. Niente andiamo a letto alla mattina mi alzo a le 5 devo andare a lavorare. Verso le 7 gli scrivo lui mi risponde. A le 7 e un quarto circa mi chiama la mamma del suo migliore amico. Mi dice che suo figlio ha ricevuto un strano messaggio tipo un addio le dico mi fai piacere vai a controllare. Ma ero vicino a casa, chiamo mio figlio subito ma non risponde. Dico al capo devo andare, devo controllare. È stata una scena raccapricciante. Non riesco a non pensare ogni giorno. Arrivo accosto al marciapiede vado verso il cancello e vedo che mio figlio è seduto su lo scivolo davanti ai garage pieno di sangue. Era un incubo, ma in questo incubo il mio urlo si è sentito. L’ho abbracciato e lui mi ha detto no mamma non mi toccare mi fai male. Vedevo che era senza denti, pieno di sangue ovunque. Non sapevo non credevo, non riuscivo ne piangere ne parlare niente. Lo fatto sdraiare e gli dissi di non muoversi, in unattimo sono arrivate decine di persone, diverse macchine di polizia ,ambulanza. Siamo stati fortunati lui oggi è qui con me e sta bene, ha avuto un angelo custode con se . Siamo seguiti da psicologa, assistenti sociali ecc. Ma io mi sento così sola e ho paura per domani, sempre ogni giorno. Sono rimasta senza lavoro, suo padre non è cambiato di una virgola. Però mio figlio ci tiene, un giorno con il suo papà meglio che una settimana con me. Ma per fortuna c’è. Ma io ho tante cose su le spalle tanti pensieri senza soluzione, pensieri con quali non vorrei vivere per tutta la vita. Sono stanca, molto stanca e vedo che nonostante tutte queste persone, nonostante tutto questo che è successo io devo cavarmela da sola. Non mi sento tutelata, non mi sento al sicuro. Vivo nella paura anche se forse non ha senso. In 6 mesi ho fatto tanti di quelli giri, ho passato tanti di quelli posti mi sento una palla che la sbalzzano di qua e là, ma nessuno ti dice tranquilla che ti aiutiamo anzi ti dicono mica facciamo i miracoli. Non credo quando vedo mio figlio sorridente, dubito, perché anche prima era sorridente. Non sono serena sotto doccia, in bagno, chiusa in cucina a cucinare, scendere a portare giù le mondizie. Non sono serena, anche se sono immensamente grata a Dio perché me lo ha salvato ma sono terrorizzata che ci ritenta. Sono preoccupata per quanto tempo lo potro controllare, quando tra non molto sarò costretta a lavorare, e come con quale coraggio , sono da sola, sola in tutto non so come fare. Sono solo tanto stanca ho paura di cedere, e non posso non devo. Stare a casa tutti i giorni non mi fa bene, penso, penso, penso. Poi rido, poi mi butto giù, poi mi rialzo. Vai dalla psicologa e lei ti ricorda sempre tutte le volte che tuo figlio ha tentato il suicidio, come se io non lo sapessi, ma cmq siamo sempre noi due soli a cavarsela. Nessuno fa niente ti sbalotano qua e là e basta. Ho letto la tua storia in lacrime perché io dovrei essere contenta e soddisfatta e tu quella che con il suo dolore dovra convivere. E io nonostante tutto ho i giorni che mi fa male il petto e non ho aria, perché non ho aria se sono stata così fortunata e mio figlio miracolato. Perché….non lo so.

  43. Avatar Elisa
    Elisa

    Ci sono dei momenti in cui si crede di non poter fare più niente ci si sente così stanchi di combattere sempre senza tregua. Oggi ho provato a chiamare delle persone che conosco per parlare un po ma nessuno era disponibile. Quindi anche la consapevolezza di dovercela fare da sola di trovare la forza dentro di me. Di solito c’è ma poi ci sono quei giorni che mi sento stufa e che sento che tutti gli sforzi che faccio sono inutili. Mi sento debole e di non poter fare nulla. Sono dieci anni che quando ci sono quei momenti penso di dire basta, prima erano più duri. Poi mi sono sempre rialzata e ho cercato nuove strade. Voglio vincere questi demoni che ogni tanto mi vengono a trovare e voglio sentire il valore della mia vita sempre. Leggendo queste esperienze e drammi vedo quanta sofferenza c’è e il più delle volte si nasconde per vergogna o paura di non essere ascoltati. Proprio per il rispetto della vita e di tutte le persone che hanno questi momenti bui sarebbe bello poter dire SI STO SOFFRENDO, FA MALE ma non mollerò posso essere un esempio e dare una speranza. Voglio che questi demoni non mi spaventino più. Devo vincere assolutamente.

    1. Avatar Alice
      Alice

      Mi dispiace tantissimo ti senta così, ti sono vicina con il cuore!! Io pure quando mi viene il ciclo mi vengono sempre pensieri suicidi questo m capita x tre giorni al mese e vorrei farmi prescrivere qualcosa, dopo anni e anni che ho cercato d curarmi sola senza risultanti rilevanti penso che sia arrivato il momento d chiedere una mano!! Prova anche tu!!

    2. Avatar Barbara
      Barbara

      Pietro,
      non mollare non mollare
      Spero che tu possa leggere queste mie parole.
      Mia sorella viveva esattamente quello che hai descritto nello stesso momento in cui l’hai descritto e lo vivevi tu.
      Oggi voglio dirti con tutta la forza che posso Non mollare. Quello che vivi è durissimo ma ti prego resisti trova in te la Forza e non mollare.
      Sei sicuramente una persona bellissima una persona attenta agli altri e pieno di sensibilità e di amore per gli altri e sei sicuramente profondo e intelligente perché riesci ad analizzare quello che provi e riesci a comunicarlo.
      Pietro combatti la vita è bella anche solo osservare il mare, sentire il vento sul viso Pietro reagisci esci fuori respira a pieni polmoni e datti tutta la gioia che meriti.
      Fatti aiutare da specialisti e non mollare mai perché l’amore che ti circonda e quello che puoi dare è un’energia meravigliosa.
      Pietro ce la puoi fare e sarai felice quando sarai uscito da questo momento.
      Pietro non so cosa darei per poter dire ancora tutte queste cose a mia sorella non so cosa farei per poterla abbracciare ancora e dirle che le voglio bene Allora non ti conosco Pietro ma voglio dirlo a te che ti voglio bene e tutte le persone tue care anche se non possono capirti come solo te stesso ti sono vicine e ti vogliono bene. Allora coraggio alzati e cammina per uscire perché devi a te stesso l’amore e il rispetto. Pietro ce la devi fare sei amore e tutti hanno voglia di vederti sentirti abbracciarti e vogliono che tu stia bene e darai un’immensa Gioia a te stesso e regalerai la gioia a tutte le persone care. Forza Pietro siamo tutti con te!
      Aspettando tue notizie.
      Barbara

    3. Avatar Pedretti
      Pedretti

      Caro Pietro, io ho perso mio figlio di 37 anni, il 6 luglio, padre separato e aveva problemi con alcool, tutto cio l ha reso molto depresso, Era cque amante delle feste con amici amante delle passioni esagerate, faceva fatica ad accontentarsi. La madre di suo figlio ha trovato un nuovo compagno, che lui conosceva, bravo senza vizi. Il confronto l avra ancora di piu affondato. Della sua depressione capivo poco
      Ma poteva uscirne.. ne sono certa. Ho sofferto un mondo. La mente ha bisogno di vitamine vere. Omega, D,
      e molto altro. Bisogna prendere cura nel sistema neurovegetativo..provarei fiori di Bach..e la chimica del cervello che ha degli squilibrio..poi giorno dopo giorno fare qualcosina in piu. Solo facendo puoi trovare qualche nuova soddisfazione ..ti auguro di andare alla scoperta di te stesso..che l amore ti aiuti, che la natura ti dia una mano

    4. Avatar Marta
      Marta

      Ciao Pietro, è passato qualche mese dal tuo commento e spero vivamente che tu stia bene o per lo meno un po’ meglio. Ho letto un bel po’ di storie in questo sito e vorrei raccontare la mia. Non so se qualcuno leggerà questa mia lettera, ma non importa forse ho solo bisogno di sfogarmi e basta.
      Lasciatemi presentare, mi chiamo Marta e ho 16 anni.
      Non ho avuto in famiglia casi di suicidio quindi il vostro dolore non posso immagginarlo, e non ho mai sofferto di depressione quindi in realtà me la passo abbastanza bene.
      Ma al suicidio ci penso spesso, anche se so che non ne avrei mai il coraggio e come se sapessi di per certo che io morirò suicida. All’età di 10 anni pensavo che probabilmente mi sarei uccisa verso i 30 anni ero costantemente ossessionata dal fatto che volessi decidere io il giorno della mia morte.
      Purtroppo ero piccola, immatura e non sapevo ancora cosa mi sarebbe aspettato negli anni successivi. Perché si ora come ora mi basterebbe un momento di poca lucidità, ubriaca o in cui sono presa male per farla finita.
      Non voglio fare pena a nessuno, io di morire non ho paura. Per una vita ho temuto la morte dei miei genitori parenti, ora invece sono senza emozioni forse perché so che finché loro saranno in vita io dovrò continuare a sopravvivere per non dargli un dispiacere troppo grande.. Come dice mia madre: per una madre la peggior cosa è perdere un figlio/a. E fidatevi che per una persona che ci ha pensato più volte al suicidio non è bello da sentire. Sapere che sarai te quella egoista che si è tolta la vita. In ogni caso tranquilli starò in questo mondo ancora per un bel po’.. Però ogni giorno crolla un pezzo di me e pensare al futuro mi crea una costante ansia. Vorrei andare da uno psicologo ma sicuramente non lo vado a chiedere a mia madre. Non voglio farle spendere soldi, non voglio che lei entri nel mio mondo di sofferenza preferisco continuare a sopportare finche un giorno e se lo sto scrivendo e perché lo farò io me ne andrò, me ne andrò talmente lontano che nessuno mi troverà più quindi sarà un po’ come essere morta, perché io non mi voterò e non tornerò indietro. Credo che questa sia l’unica soluzione per me,se non ho il coraggio di impicarmi o buttarmi giù da un ponte andrò via e faranno prima a farmi la tomba perché non mi vedranno più. Ma se invece prenderò il coraggio spero vivamente che dopo la morte non ci sia niente. Perché no io non dirò, spero di rincontrarvi nell aldilà. Perché poi che cosa cambia cioè finisce pure che le li devo sopportare in eterno. Io spero che ci sia solo l oscurità il niente assoluto. Lo spero davvero. Comunque in realtà non ho raccontato niente di me ma in questo momento la tristezza ha lasciato il posto alla rabbia.
      Un ultima cosa…. Tu che stai leggendo… Chiunque tu sia… Troverai la tua felicità… Ma non aspettare che venga lei da te.. Cercala, valla a scovare quella figlia di p******a. E quando l’avrai trovata tienitela stretta e se riesci danne un pezzetto a qualcuno.

    5. Avatar Samuele
      Samuele

      Ciao Pietro, semmai riuscissi a leggere questo messaggio, sappi che anch’ io per la prima volta in vita mia sto provando una depressione: tre mesi fa è morta mia mamma d’ infarto, proprio mentre stavam parlando tranquillamente, una cosa di dieci minuti e via. Ho addosso un forte schock, un terribile senso di perdita, visto che ora sono solo, mio padre è morto 6 anni fa e nemmeno economicamente sto bene. Comunque ho una forte depressione, attacchi d’ ansia che mi perseguitano x tutto il giorno, anch’ io ho quella sensazione che quando dormo tutto sommato grazie al Lexotan son tranquillo, poi mi sveglio e torna l’ ansia di dover affrontare un’ altra giornata. Ovviamente ho anch’ io pensato al suicidio, ma non ne ho il coraggio, però anche proseguire in questo stato non ne posso più: sto contattando anche degli psicologi, ma tutti mi dicono che la cura migliore è svagarsi, ma se vado a far un giro vedo tutti contenti e spensierati, invece io ultradepresso, e son sempre stato una persona molto di compagnia,si anch’ io sono d’ accordo sul fatto che sto più soppravivendo che vivendo.

      1. Avatar Claudia
        Claudia

        Ciao Cristina , leggo solo ora il tuo messaggio. Scusami non entro spesso nel sito…è tutto ancora troppo difficile! Il dolore ti consuma dentro …. Sai amavo il mio modo di essere : trasparente dentro e fuori! Adesso sono esattamente il contrario: una maschera durante il giorno per tutti quelli che mi vogliono bene e il nulla alla sera quando chiudo la porta di casa. Vado spesso da lui in cimitero ….prendo la scaletta , mi siedo vicino alla sua foto e gli parlo…… forse non passerà mai , ma credo che dobbiamo imparare ad accettare…non so quando e come, ma l’unica strada è questa. Giacomo , il suo nome, è lo sfondo delle mie giornate ! Un giorno diventerà la mia forza. Ti abbraccio forte , Claudia

    6. Avatar Ale
      Ale

      Pietro non devi dire così…
      Mai mollare. Bisogna capire a fondo da cosa sono causati questi tuoi malesseri. La. Vita è 1. Bisogna farne buon uso. Ne hai passate tante come dici. Ti sembra il caso di mollare? Forza. A tutto c’è una soluzione. Sei giovane hai una vita davanti.
      Piuttosto non lo so parlane con qualcuno che ti ascolta! Di cui ti fidi, anche qui, scrivi a me se non hai nessuno. ma non fare gesti estremi.

    7. Avatar Francesca
      Francesca

      Pietro non mollare la vita è un dono anche io sto molto giù dopo una sorta di rifiuto…fa yoga sport frequenta persone positive gruppi religiosi ma non mollare !!!

  44. Avatar Federico
    Federico

    Ciao a tutti. Non so se questo commento verrà mai letto ma oggi mi è venuta voglia di liberarmi di un peso , anche se solo dietro ad un telefonino e al cospetto di persone che non conosco.
    Sono un sopravvissuto. Tre anni e mezzo fa ho tentato il suicidio. Son volato dal terzo piano di casa facendo un volo di 7 metri. Mi son rotto un po’ tutto. Gamba, piede , bacino, coste. Il femore era completamente disintegrato. Ci sono volute tre ore per metterlo a posto. Ho dovuto passare 64 giorni fermo in un letto e 6 mesi in casa perché la mia condizione clinica mi consentisse di tornare ad uscire con relativa tranquillità.
    Avevo 24 anni. Non fu un gesto dettato dall’istinto e dalla disperazione del momento. Fu un gesto precipitato sicuramente da una situazione di fragilità che mi portavo dentro da almeno 6 anni e al quale sono giunto con lucidità. Fa strano dirlo. Nessuno sa il motivo di quell’incidente se non i miei genitori.
    Nel corso degli anni avevo pensato spesso ad un epilogo di questo tipo. Ma non ero mai arrivato ad un punto tale da volerlo davvero mettere in atto.
    È difficile dire che cosa abbia provato nei giorni precedenti. Ricordo un senso di scoramento. Disperazione. Angoscia. Non riuscivo più a mangiare. Dormivo male. Ed ero riuscito a mascherare tutto ciò. Nessuno si era accorto di nulla, nessuno sospettava nulla. Quel freddo pomeriggio di tre anni fa avevo deciso che non ne potevo più di soffrire. Ricordo quelle sensazioni. Durante la giornata nelle ore che precedettero il mio gesto avevo palpitazioni di continuo. Quel che ricordo meno furono gli ultimi minuti. Ho in testa solo immagini sfocate. Avevo sconfitto la paura. Paradossalmente ero felice perché sapevo che di lì a poco ogni sofferenza sarebbe scomparsa.
    Mi han detto che sono un miracolato. Che qualcuno lassù , se mai davvero qualcuno esista, ha fatto sì che io non morissi o rimanessi paralizzato. Che mi ha “appoggiato “ sul suolo evitando un impatto più duro che avrebbe avuto conseguenze irreversibili. Io non so se tutto ciò sia vero. Ovvio che non posso saperlo. Ma non nascondo che all’inizio mi piaceva crederlo e mi ha aiutato ad andare avanti. Ad oggi son sincero. Ed è un pensiero che ho maturato nel corso degli ultimi due anni soprattutto. Non ne sono certo. Perché la mia vita non ha svoltato. E mi ritrovo costantemente a combattere contro demoni interiori. Sono arrivato ad una conclusione. Perché oramai mi conosco al punto tale da sapere le mie capacità e i miei limiti. Combatto da talmente tanti anni che oramai la situazione si è cronicizzata. Io so che sicuramente non riuscirò a sconfiggere questi demoni. Ho imparato a conviverci. Non nascondo che a volte riesco a metterli da parte lì in un angolino della mia mente. Ma è altrettanto vero che su 7 giorni a settimana in 5 almeno combatto una lotta che so di non poter vincere. E che porto avanti perché forse nel mio subconscio spero ancora che mi arrivi un segnale , un qualcosa che avvalori la tesi di coloro che hanno detto che son sopravvissuto per una ragione.
    Ci sarebbero tante altre cose da raccontare ma non basterebbe una giornata. Ai genitori di coloro che hanno perso figli mi sento di dire solo una cosa: non sentitevi in colpa se non avete saputo cogliere segnali. È impossibile. Siate forti. Non mollate. Vi abbraccio tutti . Nella speranza che la vita possa tornare a sorriderci. E che qualcuno lassù , chiunque esso sia, ci ascolti

  45. Avatar Alessia
    Alessia

    Mi chiamo Alessia ed ho solo 14 anni per pensare cose come al suicidio, sono capitata in questa pagina per caso e mi sono ritrovata a leggere tutti i commenti attentamente, sollevandomi nel scoprire che forse non sono così sola come penso, ma questo non cambia la mia situazione.
    Io sono stata davvero molto male negli ultimi mesi sia per via della scuola che per la famiglia, pensavo che con l’inizio dell’estate sarei migliorata ed è stato così per un po’ di tempo, ma ci sono ricascata di nuovo purtroppo…ogni volta penso che non avrò un futuro, tuttavia non do la colpa a me bensì a questa socìetà che sembra così crudele. Mi dico “voglio davvero partecipare a tutto questo? Non voglio diventare come quegli adulti con i volti spenti e che odiano la loro vita perchè non hanno realizzato i propri sogni…” La vita mi affascina, ma la morte di più! Non sono disperata, sono solo stanca e delusa da tutto e da tutti, quando ho parlato dei miei problemi ai miei genitori non ho trovato nessun porto sicuro, ma sono consapevole del fatto che se venissi a mancare ne soffrirebbero ancora di più se decidessi io stessa a metter fine alla mia vita.
    Penso che solo le persone che stanno vivendo o che hanno vissuto la mia situazione possano capirmi, nessun’altro. Anche io vorrei andarmene per amore, sì perchè amo troppo questo mondo, pare che nessuno riesca ad aprire gli occhi ed accorgersi di quanto stiamo danneggiando la nostra casa, questo mondo mi sembra troppo piccolo per riuscire a contenerci tutti…

  46. Avatar Carla
    Carla

    Sono capitata per caso in questa pagina.
    Vi confesso che sono una sopravvisuta. Avevo poco meno di 23 anni quando finii in coma farmacologico per aver tentato il suicidio con tutte le pillole di cui riuscii a disporre. Di quella sera ricordo che i miei ultimi pensieri erano rivolti sia al sollievo che avrei provato nel congedarmi definitivamente dalla vita.
    Non provavo rancore verso le persone attorno a me.
    Questo per dirvi che quando una persona si suicida, quando la malattia – perché è sempre una malattia a portarti ad annullare addirittura l’istinto di sopravvivenza insito dentro di noi – è così cronicizzata, non ci sono colpe. Quando mi sono risvegliata dal coma, portata in psichiatria, il mio primo pensiero fu come cercare di finire il lavoro. Ma ero sotto osservazione continua. Non so se furono i farmaci, il comportamento dei dottori o la terapia che fui costretta a seguire. Ma dopo mesi di tutto ciò, la sola idea di aver provato a mettere fine alla mia vita mi disgustava. Questo perché la depressione di cui soffrivo finalmente stava rispondendo alle terapie. Il mostro dentro la mia testa stava lentamente lasciando spazio alla mia capacità di raziocinio e pensiero.
    Vedete, il suicidio è la forma terminale di una malattia. E nessuno dovrebbe colpevolizzarsi per questo. Né chi soccombe né chi poi si ritrova a raccogliere i pezzi. Vi ho letti tutti, e vi mando un abbraccio enorme.

  47. Avatar Assunta Molinaro
    Assunta Molinaro

    Sono Sara ho sognato mia madre defunta non riuscivo a accendere la luce perché non c’era corrente dicevo aia madre di aiutarmi ma non lo faceva secondo me succederà qualcosa perché ero disperata

  48. Avatar Francesca
    Francesca

    grazie Carla. Mi ha aiutato leggerti. La “mia” Livia (mia figlia) se ne è andata il 2 marzo scorso. Da allora la vita si è polverizzata, ma nelle schegge il pensiero “non ho capito” è ricorrente. grazie per avermi dato un po’ di sollievo.

  49. Avatar Jio
    Jio

    Ciao Maria. Grazie per questo tuo articolo. Io ho iniziato a soffrire 10 anni fa quando un trauma che oggi ho superato m ha causato problemi di salute mentale che ancora oggi non sono del tutto passati. Oltre a questi problemi ho dovuto rinunciare a tanti progetti di vita che 10 anni fa avevo fatto e purtroppo o ho dovuto rimandare molto o non li ho potuti realizzare. Sono 10 anni che lotto e se sono ancora vivo è per 2 motivi: primo per non dare un dispiacere alla mia famiglia. Secondo perché non perdo la speranza che un giorno qualcuno inventera un modo per tornare indietro nel tempo e io potrò riprendermi gli anni persi. Non so più cosa fare.

  50. Avatar Serena
    Serena

    Ciao Maria . Sto passando anche io questo grande ed immenso dolore . Ho perso poche settimane fa ,mio marito , di 33 anni . Ho trovato mio marito senza vita, fuori il terreno di casa, con una corda . Ci ha lasciato, ha distrutto una famiglia, un figlio di 8 anni e io sono in stato di attesa ,al 4 mese . Credimi la forza me la sta dando Dio e mio figlio . È un dolore che non si può descrivere. Sono disperata e addolorata. SERENA

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