Le suicidé di Edouard Manet

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Édouard Manet dipinse Le Suicidé tra il 1877 e il 1881; l’anno esatto è sconosciuto, ma comunque poco tempo prima della sua morte prematura.
Perché abbia scelto di rappresentare un suicida non si sa, sappiamo però che nel 1879 gli venne diagnosticata una grave malattia, atassia locomotoria, che lo accompagnerà fino alla morte. Dopo una lunga agonia Édouard Manet morì a soli 51 anni, il 30 aprile 1883.
Le suicidé è un quadro a sé, poco conosciuto e poco considerato anche dagli storici dell’arte, che non sono mai riusciti a trovargli una collocazione precisa nel percorso artistico del pittore.

La rappresentazione pittorica nel quadro è limitata ad un uomo sdraiato su un letto che sembra essersi appena sparato – con ancora in mano una pistola – e pochi altri dettagli. Manet non fornisce alcun contenuto narrativo, messaggio o rappresentazione che lasci spazio ad interpretazioni sulle motivazioni che l’hanno spinto a pensare e a creare questo lavoro.

La ricercatrice Ulrike Ilg associa il dipinto al realismo di Gustave Courbet nella sua rappresentazione della morte nel celebre Funerale ad Ornans (Un enterrement à Ornans). Tuttavia, il realismo di Le Suicidé ha alimentato il dibattito sulla volontà del pittore di rappresentare un suicida. Di certo si sa che, qualche anno prima, Manet fu traumatizzato dal suicidio per impiccamento di un suo assistente che lui stesso trovò appeso nel suo atelier.

 width=A differenza di altri esempi di raffigurazioni pittoriche sul tema, come ad esempio La Mort de Socrate di Jacques-Louis David (1787) che raffigura Socrate nell’atto di uccidersi con la cicuta piuttosto che andare in esilio, in cui la morte per suicidio è collocata all’interno di una narrativa associata a sacrificio, idealismo o eroismo, Manet non ci ha dato un tempo, un luogo o un protagonista su cui argomentare.

Sembra che il dipinto non sia mai stato venduto dall’artista, ma donato nel 1881 a un’asta di beneficienza a favore dell’amico compositore Jean de Cabanes (detto Ernest Cabaner), gravemente malato e destinato a morire di lì a poco. Dopo vari passaggi di mano, dal 1960 il quadro è entrato a far parte della collezione della Fondazione E.G. Bührle di Zurigo.

Se Manet abbia dipinto questo piccolo quadro in un momento difficile della sua vita, rappresentando sulla tela i suoi tormenti, o se lo abbia fatto in ricordo del suo assistente suicida, non lo sapremo mai; di certo questo quadro non sembra essere stato per l’artista un’opera come tante altre.

fonti https://www.deartibus.it/drupal/content/il-suicida e https://en.wikipedia.org/wiki/Le_Suicid%C3%A9

Paolo

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