Sono Luisa, sopravvissuta dal 21 giugno di 5 anni fa quando una mattina mio marito, padre di due ragazzi allora ancora minorenni, ha deciso di andarse con un “banale” sparo dritto al cuore. Lo stesso cuore che io e mio figlio 13 enne abbiamo sentito battere ancora per pochi istanti quando l’abbiamo trovato esanime, con le lacrime agli occhi.
Niente è, e sarà mai più come prima, ma ce l’abbiamo fatta: i miei ragazzi con successo passo dopo passo raggiungono traguardi che mi inorgogliscono. Mio figlio più grande studia medicina, frequenta il 4 anno e ha tutti 30, qualcuno anche con lode. Il piccolo, quello che quel maledetto giorno era con me, sta per diplomarsi al liceo scientifico (forse è il più fragile della famiglia ma lo sosteniamo con forza e costi quel che costi anche lui raggiungerà i suoi traguardi).
Talvolta li guardo e penso, “che colpa ne hanno loro”; sulle loro spalle rimarrà sempre il peso del ricordo e forse anche un po di vergogna. Spero che la vita li possa ripagarli per tutto il dolore che hanno vissuto, non tanto e non solo per aver perso il papà ma per il pensiero, che leggo ancora nei loro occhi, di quel gesto. Continuano ancora oggi a ripetersi “è stata una sua scelta”.

Io, donna, mamma, nessuno da allora aveva più pensato a me. C’erano i ragazzi e loro venivano prima di tutto. Ho dovuto ingoiare bocconi amari e farmi largo per conquistare tutto quello che sono oggi. Dopo il grande dolore ho cancellato tutto, compreso la mia famiglia, mamma, papà e sorella, ho tenuto con me solo gli amici che con la loro presenza hanno curato le mie ferite.
Una mattina di maggio mi sono svegliata e la vita è ricominciata, avevo trascorso la notte con un altro uomo (dopo 22 anni di matrimonio e fedeltà), che poi è diventato il mio compagno. Quella sera lui era per me un estraneo, conosciuto una settimana prima ad una cena a casa di amici, ma di notte ho riscoperto che ero una donna, che dentro di me c’era tanta passione e tanto, tantissimo amore da dare e ricevere, che c’erano tanti desideri e sogni che si erano addormentati per troppi anni. Avevo ancora voglia e fame d’amore e di vita. Non ero finita e forse poteva iniziare per me e non solo per i miei figli una nuova vita, dove avrei potuto realizzare sogni e desideri.
Nel 2015 mi sono sottoposta ad un intevento di piu di 7 ore e mezza, ho ricostruito l’addome e i seni provati dalle gravidanze e dalla perdita di peso dovuta al lutto (piu di 20 kg).
Ricordo ancora quei giorni, avevo realizzato un sogno, per troppi anni e per troppe volte chiuso nel cassetto. Dopo l’intervento ho iniziato a praticare sport e oggi, anche se da qualche mese non ho più un compagno, mi sento viva più che mai, bella più che mai e con una voglia matta di formare una nuova famiglia.

Viaggio spesso e in tutti i posti in cui arrivo il mio pensiero va lui, che ha perso davvero tutto e gli dico: “i miei occhi oggi guardano anche per te”.
Con i miei figli non parliamo mai di quello che è successo e quando la gente ci chiede, rispondiamo che è stato un incidente, non per vergogna ma semplicemente per non punirci ancora una volta ricordando quel gesto estremo.

Lui rimarrà sempre il mio grande amore, cosi come io lo sono stata per lui, ma noi siamo ancora vivi dentro e fuori.

Lo so che è molto difficile affrontare il dolore dopo un suicidio, ma spero che chi leggerà la mia storia possa trovare la forza per sperare e iniziate a sorridere, e ridere alla vita.

La vita, io, non ho mai smesso di amarla.

Oggi sono felice.

un grazie lo devo anche a Soproxi e a Stefano e al mio gruppo in chat.

Luisa